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Cronaca | 26 ottobre 2021, 13:36

Aggredì la compagna ad Alba: Corte d’appello conferma la condanna per tentato omicidio

Giunto al termine il processo di secondo grado nei confronti di un 31enne artigiano di Neviglie. La difesa: "Diversi aspetti ancora da chiarire, faremo ricorso in Cassazione". Opposta la lettura dei legali di parte civile

Il palazzo di giustizia di Torino (archivio)

Il palazzo di giustizia di Torino (archivio)

Hanno confermato la condanna già inflittagli dal Tribunale di Asti nel dicembre scorso i giudici della Corte d’Appello di Torino, che nell’udienza tenuta ieri presso il palazzo di giustizia del capoluogo si sono pronunciati sul tentato omicidio di cui è accusato il 31enne artigiano di Neviglie Alberto Montaldo, a processo dopo che il 3 gennaio 2020 era stato arrestato dai Carabinieri di Alba per avere aggredito e secondo l’accusa attentato alla vita della compagna, la coetanea S. M.

Come già i colleghi astigiani, i giudici torinesi non hanno accolto la tesi difensiva avanzata dalla difesa di Montaldo, l’avvocato astigiano Maurizio La Matina, e fatto invece proprie le istanze della Procura, sostenute anche dalle parti civili ammesse al processo, con l’avvocato albese Silvia Calzolaro a rappresentare la vittima dell’aggressione e il collega astigiano Marco Calosso che ha sostenuto le ragioni dei genitori e del fratello della giovane, la cui ammissione al processo rappresenta un precedente destinato a fare giurisprudenza vista la tipologia del reato contestato.    

Presieduto dalla dottoressa Maria Francesca Christillin, il collegio della terza sezione penale della Corte d’Appello ha così confermato i 4 anni di reclusione e gli altri 3 di libertà vigilata già disposti per Montalto mesi addietro, comminandogli il pagamento delle spese processuali e facendolo anche destinatario di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai suoi prossimi congiunti, oltre a quello di comunicare con gli stessi con qualsiasi mezzo  

"Per quanto mi riguarda continuo a ritenere che ci siano una serie di particolari relativi a quella terribile notte che non sono ancora stati completamente chiariti – commenta l’avvocato difensore Maurizio La Matina –. Non abbiamo ancora le motivazioni della sentenza, ma posso anticipare che certamente faremo ricorso attraverso la Corte di Cassazione".

Opposta la lettura dei due legali di parte civile, gli avvocati Silvia Calzolaro e Marco Calosso: "Il secondo grado dì giustizia conferma la sentenza pronunciata dal Gip dì Asti. Quella notte il Montaldo ha cercato dì uccidere la compagna e solo la prontezza della ragazza ha evitato che riuscisse nel suo intento. Ad oggi, peraltro, il Montaldo non ha ancora risarcito il danno alla vittima e ai suoi familiari”.

Redazione

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