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Politica | 04 giugno 2022, 09:10

Domenico Giraudo: "Cuneo aperta ai giovani, ma serve costruire insieme le opportunità della città"

Il candidato consigliere (a sostegno di Patrizia Manassero sindaco) rifiuta la lettura che vorrebbe una Cuneo priva di spunti e che spinge lontano i giovani: "Affiniamo l'organo della Consulta"

L'assessore uscente Domenico Giraudo, candidato consigliere a sostegno di Patrizia Manassero sindaco di Cuneo

L'assessore uscente Domenico Giraudo, candidato consigliere a sostegno di Patrizia Manassero sindaco di Cuneo

“Più saranno le occasioni di confronto con i giovani e la loro partecipazione, più la città e l’amministrazione si avvicineranno ai loro desiderata. E’ chiaro il problema sociale esistente, amplificato dalla pandemia, che rende i giovani meno propensi a uscire, partecipare e prendersi responsabilità; non è colpa loro ma è un problema che dobbiamo affrontare, culturalmente, tutti quanti”.

Le politiche giovanili sono state, negli ultimi cinque anni, appannaggio dell’assessorato di Domenico Giraudo (Partito Democratico), oggi candidato al consiglio comunale a sostegno della candidata sindaco Patrizia Manassero. Che offre uno sguardo ai passi avanti realizzati dall’ultima amministrazione comunale.

“Cinque anni fa si è partiti con un ufficio di politiche giovanili aggregato a quello dei servizi sociali, in modo da tenere assieme le parti del disagio e di formazione, orientamento e tempo libero. C'era il progetto Yeep che continua e non c’era ancora una Consulta giovanile, anche se il percorso per la sua creazione era già iniziato” ricorda Giraudo.


“La Consulta è stata ufficializzata nel primo anno di mandato – continua l’assessore uscente - . Si è così iniziato il percorso di condivisione e intercettazione delle volontà e delle esigenze dei giovani della città, nell’ottica di costruire iniziative propedeutiche alla loro massima partecipazione. Con l'aiuto del consigliere Simone Priola si è riattivato il viaggio ad Auschwitz, prezioso momento di memoria per i giovani e fin da subito si è lavorato per creare i voucher sport per le famiglie, oltre che il progetto cantiere giovani, che ha portato fra le altre cose ad una proficua collaborazione con il dipartimento di Management e alla raccolta ed analisi di più di 600 interviste dei ragazzi. Certo, aver avuto due anni e mezzo su cinque quasi bloccati completamente dalla pandemia non ha aiutato, ma oggi i percorsi creati risultano strumenti consolidati e capaci di muoversi con le proprie gambe”.

“Il dialogo tra Consulta e amministrazione mi risulta essere stato portato avanti senza particolari storture, o almeno credo, visto che nessuno le ha mai evidenziate pubblicamente. Sono state realizzate iniziative come il festival ‘Cunicoli’, che si presenta anche quest’anno in una modalità diffusa come mai era successo prima per un evento cittadino” ha aggiunto Giraudo.

Il tema delle opportunità conferite ai giovani cuneesi durante il tempo libero è, spesso, uno di quelli che concentra più rimostranze e lamentele da parte di chi partecipa al dibattito pubblico. Giraudo ne è assolutamente consapevole, ma rifiuta la lettura che vorrebbe una Cuneo priva di spunti e che spinge lontano i giovani: “Attualmente i giovani hanno diversi spazi da utilizzare, per chiare ragioni più all’aperto che al chiuso, come l’auditorium Varco – ha detto - . Rispetto al passato ci  sono meno locali con musica dal vivo, è vero, ma i casi più noti erano iniziative principalmente private: serve che soggetti di questo tipo si attivino autonomamente, magari poi chiedendo un appoggio al Comune. I giovani hanno più possibilità di scelta rispetto a ieri ed è facile notare come s’intrattengano all’interno della città nel suo complesso, e non solo in alcuni luoghi specifici. In generale mi sento di dire che le opportunità siano aumentate, anche se probabilmente sono da differenziare meglio e affinare, ovviamente con l’aiuto dei giovani stessi, anche per valorizzare la nascita di nuove imprese”.

La ricetta, per Giraudo, è quella di rendere sempre più compartecipi i giovani, “altrimenti il meccanismo si incepperà sempre”. E sottolinea come, ad oggi, i cuneesi abbiamo ampie capacità d’interlocuzione con l’amministrazione grazie proprio allo strumento della Consulta: “Che è da ampliare e rivedere, specie perché un po’ imbrigliato dallo statuto comunale, ma che guarda alla più profonda e libera partecipazione del tessuto giovanile della città”.

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