“Annata da dimenticare” la definisce Adriano Rosso, segretario di zona di Confagricoltura Cuneo, la stagione delle castagne in corso. “Quest'anno – prosegue - la produzione è calata drasticamente, ciononostante i prezzi si sono mantenuti abbastanza remunerativi, anche se non proporzionati”.
La stagione è iniziata in ritardo, ma si sta già avviando alla chiusura, con la fine di ottobre, regalando scarsa soddisfazione ai produttori.
“Dire che la stagione è anomala, è riduttivo – spiega il segretario di zona di Confagricoltura Cuneo -. Un calo vertiginoso che ha interessato tutti i tipi di marrone, da quelli coltivati che si trovano in impianti di 10 e 15 anni fa a quelli dei castagneti storici, e tutti i territori cuneesi, dalla valle Maira alla valle Tanaro”.
Anche i prezzi negli ultimi dieci anni sono diminuiti, da 4 euro i marroni coltivati oggi sono venduti tra i 2,50 e i 3 euro, come quelli dei castagneti storici, che occupano tutta la pedemontana. A gravare sulla scarsa resa c'è indubbiamente il meteo.
“In alcuni castagneti non c'è una castagna – aggiunge Rosso -, contiamo una riduzione della produzione dal 50 al 70%, del 50% sui coltivati e del 70% nei castagneti storici. E' stata una stagione avversa, pur avendo avuto la giusta quantità di acqua per la potenzialità qualità del frutto, ma con un'estate breve, veloce e segnata da forti sbalzi termici, che hanno interrotto la maturazione dei frutti. L'andamento altalenante delle temperature ha determinato la bassa produzione. Mai come quest'anno il clima è stato così anomalo su tutto il territorio, bisogna andare indietro di molti anni per ritrovare un dato storico raffrontabile a quello di adesso. Questo non significa che sulle bancarelle di fiere e sagre dedicate non si troverà la castagna, ma certamente non vi sarà stoccaggio nei magazzini e anche l'esportazione sarà notevolmente ridotta. Negli anni passati c'erano state criticità sulla produzione legate alla presenza della cinipide, che con la recente lotta biologica si è riusciti a contenere, dovendo solo più gestire quelle legate al clima”.
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