Si sono ritrovati alle 17 nella sede del Filatoio di Caraglio, hanno approvato il bilancio consuntivo 2024 e, preso atto che non c’era intesa sul nome del presidente, i soci, istituzionali e privati,non hanno potuto far altro che rinviare l’elezione del nuovo cda del Gal Terre Occitane a martedì 15 luglio.
È toccato al presidente dell’Unione montana valle Stura Loris Emanuel comunicare ai colleghi delle altre Unioni che mancavano le condizioni per procedere. Gli interrogativi sono diversi e di varia natura.
Basteranno un paio di settimane a comporre una vertenza che dimostra come, di questi tempi, la politica non sia più capace a fare sintesi?
Resteranno in campo i nomi di Aurelio Blesio, presidente uscente, per un’eventuale riconferma, e di Roberto Ellena, sindaco di Frassino, proposto dalle Unioni di valle Varaita e valle Po oppure si farà tabula rasa per ripartire da zero? Se non ci riesce la politica, ce la faranno, caso mai, i territori a comporre le divergenze?
Dalla nascita dei Gal – è passato oltre un quarto di secolo – è la prima volta che si determina una contrapposizione simile. Secondo alcuni, sarà indispensabile azzerare tutto e mettere sul tavolo nomi nuovi, preferibilmente tecnici e di alto profilo, per uscire dall’impasse. Secondo altri, la situazione è talmente compromessa che sarà difficile sbrogliare la matassa senza lasciare strascichi.
Venti giorni per riflettere, confrontarsi e ritrovare le ragioni di ciò che è il bene comune per le Terre Alte.













