Da figura inusuale, soprattutto da vedersi in città, la mantide pare diventata improvvisamente una presenza abituale. Con l’arrivo dell’ultima parte dell’estate, inizia anche la stagione di questi insetti, un periodo in cui raggiungono l’età adulta e si mostrano in tutto il loro fascino.
Succede anche a Bra, dove per le vie del centro o dei quartieri, capita di imbattersi nella mantide religiosa, che si caratterizza per la livrea verde, testa piccola e triangolare su di un corpo decisamente grande e massiccio.
Ma niente paura! Non è nociva né per l’uomo né per le colture agricole (a differenza delle cavallette), anzi è indicatore di una buona biodiversità. La sua presenza e la sua dieta, fatta di moltissime specie di insetti, di cui molti sono parassiti di piante e ortaggi, è infatti garanzia di un buon raccolto e di protezione e purezza dell’ambiente naturale.
Ma di che insetto si tratta e perché si chiama così? Partiamo dal nome. La mantide religiosa, originaria dell’Africa e diffusasi rapidamente in Europa, viene chiamata così, perché la sua postura ricorda un atteggiamento di preghiera. “Mantis”, infatti, in greco significa “profeta” e fa proprio riferimento alla posizione che assumono le zampe anteriori, dette anche reptanti, cioè conformate per facilitare la cattura e il trattenimento delle prede, grazie a una serie di spine.
Perché la mantide uccide il maschio e lo divora
La mantide religiosa è conosciuta per essere letteralmente una “femme fatale”. L’accoppiamento è infatti caratterizzato dal cannibalismo post-nuziale: la femmina, dopo l’atto sessuale, uccide il partner. Ma lo fa lentamente. Prima gli divora la testa e, a poco a poco, il resto del corpo.
Non succede sempre, solo circa il 25% delle volte. Cioè in una cena con 4 coppie di mantidi solo uno dei 4 amici non tornerà più a casa per vantarsi. Accoppiarsi è dunque una roulette russa per i maschi, che devono misurarsi con il rischio di “perdere la testa”, e non in senso metaforico.
Molti si chiedono se il maschio possa scappare senza fare la fine dello spuntino. Prima di tutto, la femmina è quasi il doppio di dimensioni rispetto al maschio, il che costituisce un chiaro esempio di dimorfismo sessuale. In secondo luogo, se il maschio vuole trasmettere i propri geni, deve accoppiarsi, anche a costo della vita.
Ma perché accade questo? La risposta sta nel fatto che la produzione di uova necessita di moltissime proteine, e la mantide si rivolge così alla prima fonte di nutrienti che ha davanti: il maschio. Di necessità virtù, dunque.



