/ 

In Breve

Che tempo fa

| 27 ottobre 2025, 09:49

Cuneo: ragazzi del "Bonelli" in visita al Memoriale

Gli studenti delle classi quinte, accompagnati dagli insegnanti, accolti dai volontari Alpini

Cuneo: ragazzi del "Bonelli" in visita al Memoriale

Venerdì 24 ottobre. È in una giornata limpida che il “Memoriale” riceve la visita delle classi quinte (ramo e-commerce) del Bonelli, accompagnati dagli insegnanti, la prof.ssa Elena Giuliano e il prof. Stefano Robaldo, coordinatori del Poc (percorsi di orientamento) intreccio della storia locale con la grande storia.

Le note dell’Inno di Mameli accompagnano l’alzabandiera e il vento spiega il tricolore manovrato con maestria da Elisa M.

Inizia così la visita alle sale del “Memoriale”, che custodiscono frammenti di vita reale, di vita vissuta e che rimandano ad un passato fatto di privazioni, di fatica, di dolore, di morte ma anche di onore.

Le studentesse e i loro insegnanti sono guidati dagli alpini Lino Ravetto e Silvio Garelli nelle sale della dismessa Stazione Gesso, mentre l’alpino Piero Brizio si occupa del reportage fotografico; Ravetto contestualizza quanto esposto in bacheche o appeso ai muri, mostra manichini, tascapani, gavette, zaini, … spiegando come si svolgeva la vita in trincea, ma anche la routine del servizio militare svolto in tempo di pace o le tattiche che hanno portato gli Alpini della Cuneense nella pianura del Don in Russia.

Le studentesse con attenzione ascoltano. L’alpino illustra alcuni tra gli oggetti più curiosi con dovizia di particolari e intervalla la sua narrazione con episodi curiosi.

Prima di passare al capannone dedicato alla Ritirata di Russia, mi inserisco io per dare qualche accenno al materiale presente nel “Memoriale”, appartenuto ai miei avi. Un veloce accenno alla missione nelle foibe, visitate da mio padre - s.ten. Mario Maffi - nel 1957, ricordando che “galeotto fu il Bonelli” in quanto i miei genitori studiarono entrambi al Bonelli e lì si conobbero.

Nell’ultimo locale si custodisce il materiale relativo alla Campagna di Russia, donato da famigliari o discendenti dei reduci. Qui le studentesse e i loro docenti hanno potuto visionare quanto la crudeltà della guerra possa essere drammatica, ma è stata messa in evidenza l’umanità dei soldati, in quanto erano soprattutto uomini o giovani ragazzi con un nome e un cognome, con una famiglia che li ha pianti se non sono tornati.

Sono queste piccole storie locali che, intrecciandosi con la grande storia, ci restituiscono un vissuto collettivo che abbiamo il dovere di coltivare e tramandare.

                                                                                                                                                                                                                                             Anna Ida Maffi

diemme

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium