Non solo donne, ma uomini, streghe, ancelle che sembrano uscite da un romanzo: un centinaio di persone hanno risposto all'appello di Non Una di Meno Cuneo, scendendo in piazza oggi, martedì 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere. Il corteo, partito alle 18 da piazza Europa, rinominata piazza Palestina nei mesi scorsi ed eletta come punto di incontro proprio perché divenuta luogo prescelto per la lotta e spazio di costruzione pratica di sorellanza, dopo gli interventi delle rappresentanti di Non Una di Meno e Donne in cammino per la pace, ha attraversato il centro cittadino fino a Largo Audifredi, colorando le vie di striscioni e slogan per i diritti e l'autodeterminazione, che si sono mischiati con cartelli contro la guerra e a sostegno della Palestina.

"Oggi è un momento di lotta concreto per tutte noi, un pezzettino di un percorso che deve continuare. Le strade sicure, come ci piace ripetere, sono fatte dalle persone che le attraversano", hanno detto le attiviste di Non Una di Meno. "La nostra lotta è qualcosa che purtroppo continuiamo a vivere quotidianamente, anche se negli anni qualcosa è cambiato. Con fatica abbiamo conquistato nuovi spazi di parola. Dobbiamo smettere di delegare la pratica politica, diventando protagonisti della lotta".

La manifestazione ha toccato temi che vanno oltre la sola denuncia della violenza di genere: dalla richiesta di una scuola libera da condizionamenti alla difesa della libertà di insegnamento, dall'educazione sessuo-affettiva nelle scuole di ogni ordine e grado alla protesta contro una manovra che "finanzia le guerre" anziché il welfare. "Non vogliamo contarci da morti, ci vogliamo vivi" hanno gridato i manifestanti, ribadendo il diritto all'autodeterminazione dei corpi e dei popoli.
Tra cappelli da streghe e cartelloni che denunciano la violenza, un gruppo di attiviste si è travestito da protagoniste del romanzo "Il racconto dell'ancella" di Margaret Atwood, una rappresentazione della donna sottomessa, il cui unico scopo è quello della riproduzione. Questi "costumi" sono poi stati tolti alla fine del corteo, come simbolo della liberazione dal patriarcato.
È seguito un momento di forte impatto emotivo con la performance "Resistencia Feminista por una Libre Palestina" del collettivo femminista cileno Las Tesis, proposta durante il corteo in solidarietà al popolo palestinese, che ha unito la lotta femminista alla causa internazionale per la pace e la giustizia.























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