In un tempo attraversato da tensioni e fragilità — tra guerre, instabilità economica e inquietudini sociali — la poesia torna a interrogare il presente e a cercare una direzione possibile. Venerdì 20 marzo alle 20.30, la Biblioteca civica di Roddi (via Crosetti 4) ospiterà l’incontro dedicato a La luce per l’inverno (Arcipelago Itaca), il libro di Daniele Ricardo Vaira, giornalista e poeta vincitore della decima edizione del Premio editoriale nazionale Arcipelago Itaca. A dialogare con l’autore sarà la giornalista e docente Daniela Scavino.
La serata non sarà concepita come una semplice presentazione editoriale, ma come un momento di ascolto e confronto attorno alla parola poetica: letture, riflessioni e dialogo con il pubblico accompagneranno il ritmo dei testi, cercando uno spazio di attenzione in cui la parola possa rallentare e trovare il proprio peso.
Il titolo della raccolta richiama un’immagine che attraversa l’intero libro: quella della luce che si cerca quando il tempo sembra attraversare una stagione fredda. Un inverno che non riguarda soltanto la dimensione personale, ma anche il clima storico e culturale che stiamo vivendo.
“Questo libro nasce dalla necessità di fare i conti con l’inverno – spiega Vaira –. Non soltanto quello personale, ma quello che attraversa il nostro tempo. Le guerre, l’instabilità economica e sociale, le paure collettive. La poesia non è una fuga da tutto questo: è un modo per guardarlo senza distogliere lo sguardo.”
Nella raccolta la luce non è un elemento consolatorio, ma il risultato di un processo di consapevolezza. Per trovarla occorre prima imparare a illuminare le proprie zone d’ombra e quelle del mondo che abitiamo.
“La poesia è anche un atto di coscienza critica – osserva l’autore –. È una forma di fermo immagine che ci costringe a rallentare e a vedere meglio ciò che accade. Per trovare la luce bisogna prima fare luce su se stessi e sul mondo.”
La luce per l’inverno attraversa così territori diversi: la memoria, le relazioni, la fragilità umana, ma anche il rumore della storia e le sue ferite. Un libro che non evita l’oscurità, ma prova ad attraversarla per cercare una direzione e un ritmo interiore.
Durante l’incontro, le letture di alcuni testi si alterneranno al dialogo con il pubblico, trasformando la presentazione in un momento di condivisione.
“Viviamo in un’epoca dominata dalla velocità e dal rumore – conclude Vaira –. La poesia va nella direzione opposta: invita a restare su una parola, a darle spazio e peso. In questo senso è un gesto di attenzione verso la realtà e, in qualche modo, anche di resistenza. Vorrei fare un ringraziamento speciale alla direttrice della Biblioteca Federica Amato e a tutte le volontarie roddesi per la possibilità di condividere pensieri ed emozioni in questa bella serata".
Daniele Ricardo Vaira, torinese di origini costaricane, è cresciuto a Gallo di Grinzane Cavour. Laureato in Scienze della comunicazione e in Relazioni internazionali, ha lavorato per diversi anni alla Gazzetta dello Sport a Milano e oggi collabora come freelance con diverse testate della Granda, tra cui Targato CN e La Voce di Alba. Dal 2024 fa parte del Collettivo poetico Lenza, composto da Sabrina Tolve, Dafne Graziano, Luca Orlandi e Lorenzo Bertoni.














