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I più letti della settimana | 08 marzo 2026, 14:04

Insegnante di religione, precario da vent’anni, dovrà essere risarcito dal Ministero della Pubblica Istruzione

La sentenza è stata emessa nei giorni scorsi dal Tribunale di Asti. Al docente sarà corrisposta una cifra di 68.540 euro, il risarcimento massimo per reiterazione illegittima dei contratti a termine

Riproponiamo qui uno degli articoli più letti della settimana appena conclusa, pubblicato martedì 3 marzo.

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Un insegnante di religione, precario da vent’anni nelle scuole di Alba, dovrà essere risarcito dal Ministero della Pubblica Istruzione per un importo di poco inferiore ai 70 mila euro.

Una sentenza ha condannato l’Amministrazione scolastica per la gestione del reclutamento dei docenti e il ricorso sistematico al precariato di lungo corso, in violazione della normativa europea e dei principi costituzionali.

A emetterla, nei giorni scorsi, è stato il Tribunale ordinario di Asti, che ha riconosciuto l’abuso nella reiterazione dei contratti a tempo determinato, condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito a risarcire un insegnante di religione cattolica rimasto supplente per quasi vent’anni, nonostante la presenza di posti vacanti e disponibili.

Con sentenza, il giudice ha stabilito il pagamento di un’indennità risarcitoria pari a 68.540,4 euro, corrispondente a 24 mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del TFR, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria fino al saldo.

Il giudice ha evidenziato come l’Amministrazione scolastica abbia aggravato un sistema già privo di limiti alla reiterazione dei contratti a termine, omettendo di bandire i concorsi previsti dalla legge.

Commenta l’avvocato racconigese Patrizia Gorgo, che assisteva il docente: “Si tratta di un importante riconoscimento per il cliente, sia per il riconoscimento dell’illegittimità dei 20 anni di precariato scolastico come docente di religione cattolica che l’importo risarcitorio ottenuto. Il giudice, infatti, ha riconosciuto l'abuso e ha liquidato il risarcimento del danno nella misura massima prevista dalla normativa vigente, applicando correttamente i principi eurounitari in materia di contratti a termine. La ragione di un precariato così lungo sta nel fatto – osserva il legale - che, dopo il concorso del 2004, per vent'anni, non sono state bandite procedure selettive, privando migliaia di docenti di religione della possibilità di accedere alla stabilizzazione. Mi auguro – conclude l’avvocato Gorgo - che la decisione possa costituire un precedente utile per tutti i lavoratori precari della scuola e della pubblica amministrazione che si trovano in analoghe situazioni di precarietà”.
 

redazione

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