È partito il tour del progetto “Educyber Generations” l’iniziativa promossa dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori, realizzata nell’ambito del Progetto Diderot di Fondazione CRT, per contrastare il bullismo e i pericoli della rete, un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti nella società e nelle scuole italiane.
Lagnasco (CN), Cannobio (VB), Acqui Terme (AL) e Beinasco (TO) sono stati i comuni ad aprire il tour il 2 marzo che proseguirà fino a maggio 2026 raggiungendo oltre 6mila studenti appartenenti ad oltre 80 scuole in Piemonte. Dieci istituti saranno raggiunti dall’unità mobile e dal team di psicologhe del Moige che durante l'orario scolastico svolgeranno sessioni formative dedicate ai ragazzi sui rischi e le opportunità del mondo digitale. Nel pomeriggio, il Centro Mobile Moige sarà presente nel cortile della scuola per accogliere la cittadinanza, seguito da un intervento rivolto a genitori e insegnanti.
“Con il Progetto Diderot la Fondazione CRT è da anni al fianco della scuola per offrire agli studenti occasioni concrete di crescita e di consapevolezza – dichiara la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi – Accanto ai percorsi dedicati alle discipline scientifiche, linguistiche e artistiche, il progetto affronta anche temi cruciali per la vita quotidiana dei ragazzi, come l’uso consapevole delle tecnologie e i rischi del cyberbullismo. In un contesto in cui il mondo digitale è sempre più presente nelle relazioni e nella formazione dei giovani, crediamo sia fondamentale contribuire a fornire strumenti utili per orientarsi nella rete, sviluppare spirito critico e promuovere comportamenti responsabili”.
Il cyberbullismo colpisce duro e nel silenzio: il 7% dei ragazzi dichiara di essere stato vittima diretta, mentre il 16% ha assistito come testimone a episodi di violenza online. I comportamenti scorretti più diffusi includono esclusioni da gruppi, pettegolezzi, insulti e hate speech: il 29% ha subito o assistito a tali episodi, e un ulteriore 36% segnala che avvengono occasionalmente
L'aspetto più drammatico è l'omertà: di fronte a questi fenomeni, solo il 12% interviene a difesa della vittima e appena il 5% segnala l'accaduto a un adulto, mentre il 7% non fa nulla, un allarme cui il Moige risponde anche con un nuovo numero di messaggistica 333 11 22 11 2, facilmente memorizzabile anche per i più giovani, insieme al numero verde 800 93 70 70 per garantire supporto qualificato alle segnalazioni e alle richieste di aiuto provenienti da genitori, minori e docenti.
Il 55% dei ragazzi trascorre almeno tre ore al giorno connesso al di fuori dell'orario scolastico, con il 14% che supera le cinque ore quotidiane. Lo smartphone è il dispositivo dominante per il 93% degli intervistati. Il tempo prolungato online genera criticità: il 43% dei ragazzi riceve frequenti richiami dai familiari per l’uso eccessivo dei dispositivi, mentre solo il 22% riesce a stare lontano dagli strumenti digitali senza provare ansia.
I social network sono frequentati regolarmente dal 94% del campione: WhatsApp guida con l'87% di utilizzo, seguito da TikTok (58%), Instagram (57%) e YouTube (55%). Il 64% si dichiara molto o abbastanza attivo sui social, mentre il 63% usa sempre o spesso la propria vera identità.
Le relazioni con sconosciuti online rivelano vulnerabilità allarmanti: il 30% accetta richieste di amicizia da persone mai conosciute e il 23% ha incontrato di persona qualcuno conosciuto solo online, con un picco del 31% tra i 15-17enni.
Sul fronte dell'intelligenza artificiale, il 51% dei giovani la utilizza regolarmente (71% tra gli studenti delle superiori), il 29% la usa sempre o spesso per fare i compiti (54% tra i 15-17enni). Tuttavia, solo il 21% ha ricevuto formazione adeguata sui rischi e le opportunità dell'IA, mentre il 33% ha ricevuto informazioni errate dagli strumenti stessi.
Il 48% dei ragazzi è caduto almeno occasionalmente vittima di fake news, nonostante il 52% dichiari di verificare sempre le notizie prima di credervi. Solo il 35% considera attendibile ciò che legge online.
La protezione della privacy mostra lacune preoccupanti: solo il 47% discute regolarmente delle impostazioni di privacy con adulti di riferimento e solo il 47% ha attivato filtri per limitare contenuti inappropriati. Il dato più inquietante: il 49% dei ragazzi ritiene che i social non proteggono adeguatamente i dati dei minori, mentre appena il 10% esprime fiducia nelle misure adottate dalle piattaforme.
“I minori trascorrono sempre più tempo online, dove visibilità e follower diventano misura del valore personale” dichiara Antonio Affinita, direttore generale del MOIGE. “Per inseguire la popolarità abbassano la guardia, mettendo a rischio sicurezza e privacy. Serve un impegno condiviso che non imponga solo divieti, ma insegni a comprendere e usare responsabilmente gli strumenti del futuro.”
L'obiettivo di "Educyber Generations" è di promuovere la cultura della cittadinanza digitale. A questo scopo, infatti, verranno formati gruppi di studenti che opereranno negli istituti di appartenenza in collaborazione con docenti, famiglie e forze dell'ordine, per garantire un supporto tra pari e una maggiore consapevolezza dei rischi online. Attraverso questi strumenti, Educyber Generations mira a fornire competenze digitali e supporto qualificato, prevenendo e contrastando episodi di cyberbullismo e rischi della rete.
Un progetto che si pone come obiettivo non solo di proteggere, ma di costruire una generazione di cittadini digitali consapevoli e responsabili.














