Riceviamo e pubblichiamo:
Egregio Direttore
La nostra associazione gestisce la bottega del commercio equo e solidale Checevò, a Cuneo, in Via Quintino Sella. Abbiamo la fortuna di avere vicino a noi la scuola primaria Luigi Einaudi e di poter gioire dell’allegria dei bambini nel loro andare a venire dalle lezioni.
Ci provoca, però, sconforto la cattiva educazione di alcuni adulti che vengono nella nostra strada per prendere i bambini o per altre esigenze. Di coloro, in particolare, che lasciano la propria auto sul marciapiede.
Ci tocca, a volte, discutere con automobilisti che non si rendono conto di bloccare lo scivolo che abbiamo voluto fosse realizzato nel momento in cui abbiamo affittato il locale.
Ma anche se non si arriva ad ostruire quel passaggio, la vettura sul marciapiede costringe, soprattutto le persone che camminano con difficoltà o i genitori o nonni con passeggini. a dover scendere per la strada e quindi ad esporsi al pericolo di essere investiti.
Ci chiediamo perché la polizia locale non pretenda da queste persone di rispettare una così semplice regola di convivenza. La maggior parte delle persone che vengono a prendere gli studenti accetta di fare qualche centinaio di metri a piedi, perché non possono farlo tutti?
Ancora più auspicabile sarebbe, secondo noi, che questo tratto diventasse una Street School, ciòè, come avviene già in altri comuni, una strada scolastica in cui è temporaneamente, durante gli orari di entrata e uscita da scuola, proibito il traffico degli autoveicoli.
Così è stato nel periodo in cui sono stati effettuati dei lavori nell’istituto e a beneficiarne erano tutti i soggetti coinvolti… adulti, bambini, noi volontari della bottega e probabilmente anche i parcheggiatori indisciplinati.
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