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Attualità | 25 marzo 2026, 10:09

L'Università dell'Alta Langa a Feisoglio sulle tracce delle feste perdute: dal cantar maggio alle rogazioni, un patrimonio da riscoprire

Venerdì 27 marzo Beppe Fenocchio guida un viaggio tra le celebrazioni dimenticate del calendario langhetto, tra sacro e profano. Tre parole chiave: giocare, cantare, ballare

L'Università dell'Alta Langa a Feisoglio sulle tracce delle feste perdute: dal cantar maggio alle rogazioni, un patrimonio da riscoprire

C'era un tempo in cui non passava mese senza una festa in Langa. Religiose o pagane, per invocare la protezione divina o ringraziare per il raccolto, talvolta celebrate senza che nessuno ricordasse più nemmeno il motivo: erano comunque una pausa dalle fatiche del quotidiano, un rito collettivo che scandiva lo scorrere delle stagioni. Il calendario langhetto ne contava innumerevoli, ma molte si sono perdute nel silenzio della modernità. A memoria d'uomo nessuno ricorda più il cantar maggio, i falò della Madonna sono sempre più rari e le rogazioni suonano ormai come una parola sconosciuta.

È proprio alla ricerca di questo patrimonio dimenticato che l'Università dell'Alta Langa fa tappa a Feisoglio con un incontro condotto da Beppe Fenocchio, accompagnato dai suoi testimoni della memoria. Una passeggiata attraverso le stagioni costruita attorno a tre parole chiave: gighè, cantè, balè — giocare, cantare, ballare.

Chissà che a tutti noi, circondati da troppe feste della birra, moderni street food e porchette fumanti, non torni la voglia del gioco spontaneo, del canto a più voci e del ballo in piazza.

Appuntamento venerdì 27 marzo alle ore 16 presso la sala consiliare di Feisoglio. Partecipazione libera.

cs

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