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Economia | 22 aprile 2026, 11:00

Aziende a caccia di talenti? Chi fa ricerca assume di più. Ora arrivano i soldi della Ue

Con il bando Matchin la Regione copre fino al 70% delle spese per chi assume ricercatori degli atenei. Tronzano: “5 milioni per trasformare la ricerca in valore economico”

Aziende a caccia di talenti? Chi fa ricerca assume di più. Ora arrivano i soldi della Ue

Soldi europei per portare nelle aziende i migliori talenti del mondo accademico. Ecco la missione del Bando Matchin, che va a a scadenza a settembre e che tramite i fondi Fesr punta 5 milioni per fare incontrare aziende (soprattutto pmi) e ricercatori di alto livello. Il bando garantisce agevolazioni a fondo perduto fino al 70% per le piccole imprese (60% per le medie) che assumono fino a 3 figure a tempo determinato o indeterminato. Ma c’è anche una linea (coperta al 50%) per chi stipula convenzioni o distacchi di personale da centri di ricerca.

Effetti positivi in cifre

Che trasportare l’innovazione in azienda faccia bene, poi, lo confermano i numeri: negli ultimi due anni, per esempio, le pmi che hanno ottenuto sostegni per fare ricerca hanno assunto 2000 persone in più rispetto al resto della platea. Di queste quasi 10.500 assunzioni, una su quattro ha riguardato professioni ad alta specializzazione. Più del doppio del resto delle aziende.

Se si parla solo di aerospazio, in particolare, le assunzioni di alte professionalità dal 2021 al 2024 sono state 3700, oltre a 1800 figure tecniche.

Esperienza in azienda 

Si è fatto il punto di tutto questo in occasione di “Magneti di innovazione”, evento organizzato all’ITC Ilo, alla presenza anche di aziende che già vivono questo tipo di collaborazione e ne apprezzano i risultati. Da Exclusive brand Torino nel suo insieme a Marelli Group, da Informatica System a Candioli Pharma. E ancora Coesa, Lombardi e Belmonte.

Sul tavolo, i tre atenei piemontesi possono mettere una platea di 1700 profili di ricercatori altamente qualificati.

Il lavoro tecnico non è secondario

“Il lavoro tecnico non è un lavoro secondario e bisogna ricordarlo alle nostre famiglie. Per le aziende sono contributi preziosi”, dice Andrea Tronzano, assessore regionale alle Attività Produttive. “Ma in generale vogliamo che il Piemonte sia una calamita capaci di attrarre competenze e di trasformare la ricerca in valore economico e sociale. Tra i settori che più potranno beneficiare c’è l’aerospazio, ma anche quello dei semiconduttori”.

Trattenere i talenti

Il Comune cerca di fare la propria parte e il gioco di squadra è fondamentale - aggiunge Michela Favaro, vicesindaca di Torino - Siamo città universitaria, ma il 40% dei laureati non si ferma in regione. La sfida è trattenerli, le aziende devono promuovere e far conoscer le proprie eccellenze: solo conoscendo le imprese del territorio, si può diffondere opportunità e consapevolezza”.

Massimiliano Sciullo

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