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Attualità | 23 aprile 2026, 06:04

Decreto Flussi, la Prefettura di Cuneo tra le più efficienti d'Italia per il rilascio dei permessi di soggiorno

Il dato emerge dal rapporto annuale "Io ero straniero". Un totale di 1.312 i nulla osta rilasciati su 1.583 domande pervenute a fine 2025. "È però una lotteria amministrativa"

Decreto Flussi, la Prefettura di Cuneo tra le più efficienti d'Italia per il rilascio dei permessi di soggiorno

Tra le province dove il sistema risulta essere più efficiente, sul fronte del rilascio dei permessi di soggiorno per gli stranieri che richiedono di lavorare in Italia, emerge la provincia di Cuneo. I dati, resi noti da 'Io ero straniero', fanno parte del 4° report che ha analizzato i numeri del 'Decreto Flussi'. 

La Prefettura della Granda, insieme a Verona, Ragusa, Trento, Lecce, Milano, Latina, Bari, Bolzano, Brescia a parità di condizioni- ossia un carico di lavoro paragonabile definito 'alto'- riesce a finalizzare più frequentemente la procedura. 

Sul fronte nazionale lo scenario non è di certo roseo. A quasi due anni dai click day del 2024, i permessi di soggiorno in via di rilascio sono solo 24.858 ossia il 16,9% delle istanze presentate, 17 lavoratori regolari su 100. Il rapporto parla infatti di "un sistema lento e inefficace" e anche in riferimento alle 10 province italiane – tra cui Cuneo- dove la situazione è leggermente apprezzabile- le associazioni parlano di 'lotteria amministrativa' in quanto si chiude almeno il 60% delle pratiche. Negli altri territori, soprattutto al Nord, in particolare a Milano, ma anche a Roma, Napoli , la procedura richiede mesi e mesi. 

Guardando il dato della Prefettura di Cuneo, sommando tutte le istanze recapitate tramite i varai click day, a fine 2025 a fronte di 1.583 domande pervenute 1.312 sono stati i nulla osta rilasciati, 12 le istanze rigettate e 54 le revocate. Mentre le istanze archiviate sono state 55 e 23 quelle a cui poi è stata fatta rinuncia. 1570 istanze sono pervenute infine, dalle organizzazioni datoriali e di queste 9 sono state rigettate, 55 revocate, 54 archiviate, 23 rinunciate. 806 i permessi di soggiorni richiesti con zero appuntamenti pendenti. 175 si trovano invece nello step 'attesa ingresso', 39 le istanze archiviate per decorrenza conferma del datore di lavoro e 5 quelle archiviate per decorrenza di contratto. 

Come è riportato nel report, la procedura ordinaria prevede innanzitutto la presentazione della domanda di ingresso da parte del datore o della datrice di lavoro - precedentemente compilata - nel corso di determinati giorni, i famigerati click day, sul portale del Ministero dell’interno. Di tutte le domande inviate, vengono prese in considerazione, in ordine di arrivo, quelle corrispondenti alle quote stabilite per ciascun periodo dal governo in ogni settore. Successivamente, il datore di lavoro, la cui domanda è rientrata nelle quote governative, riceve dallo sportello unico immigrazione (S.U.I.) della Prefettura di riferimento, il nulla osta al lavoro e all’ingresso in Italia della persona che vuole assumere. Lo stesso sportello invia tale nulla osta alla rappresentanza diplomatica italiana competente del paese di origine della lavoratrice o del lavoratore per il rilascio del visto. Il nulla osta ha validità di 180 giorni (dal 2025 a partire dal momento dell’attribuzione delle quote invece che dalla presentazione della domanda, come negli anni precedenti). Una volta ottenuto il visto, lavoratrici e lavoratori possono fare ingresso in Italia: entro 15 giorni devono poi inviare alla prefettura territorialmente competente il contratto di soggiorno sottoscritto per poi chiedere il rilascio del permesso di soggiorno e cominciare a esercitare l’attività. 

Il personale, però su base italiana è carente, il sistema è lento, e il meccanismo "produce esiti profondamente diversi a parità di regole e carico di lavoro, una sorta di ingiustizia territoriale causata dal modo in cui la procedura viene concretamente gestita e dalla cronica carenza di personale nelle prefetture e questure italiane e nelle rappresentanze all’estero”. 


 

Angela Panzera

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