Un nuovo terremoto giudiziario, dai contorni ancora indefiniti, sta interessando il calcio italiano. A fare tremare il mondo del pallone è l'inchiesta del Pm Maurizio Ascione, sostituto procuratore presso la Procura di Milano. Un'indagine partita la scorsa estate che mira a fare luce sull'operato di arbitri e della giustizia sportiva e che ha già portato all'autosospensione di Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, indagato per “concorso in frode sportiva”.
Quella del dottor Ascione è una figura ben conosciuta in provincia di Cuneo, avendo svolto l'incarico di magistrato presso il Tribunale di Saluzzo prima che quest'ultimo venisse soppresso e accorpato con Cuneo. Originario di Napoli, 53 anni, condusse l'eclatante inchiesta sulle "quote latte", indagine che scosse il mondo degli allevatori e della politica, suscitando forti reazioni in quegli ambienti.

[Maurizio Ascione]
Nulla, tuttavia, in confronto all'indagine che sta occupando le prime pagine dei giornali sportivi negli ultimi giorni. Il calcio si conferma un eccezionale amplificatore e il nome di Maurizio Ascione rimbalza un po' ovunque.
Ironia della sorte, nel caso si dovesse andare a processo, non sarà lui a sostenere il ruolo dell'accusa ma qualche altro suo collega.
Ascione, infatti, verrà trasferito alla Procura Europea a Roma, come Procuratore Europeo Delegato. Un passaggio già definito da tempo, su richiesta dell'interessato e approvato dal Consiglio Superiore della Magistratura.














