Nelle valli Po e Bronda, in questi ultimi mesi si sta delineando un processo che supera i singoli progetti e le iniziative isolate attraverso una svolta nel modo di fare comunità e di intendere il tessuto sociale e lo sviluppo territoriale.
“Comuni, Unione Montana, associazioni, attività e cittadini – spiegano i referenti del progetto - stanno imparando a collaborare, condividendo idee, energie e visioni. Non è un processo nato dall’oggi al domani, ma il frutto di un percorso durato mesi, fatto di incontri, confronto e costruzione di fiducia reciproca.
Il primo risultato concreto di questo nuovo approccio è stata la partecipazione congiunta al bando ‘Smart Village’ del Gal Tradizione delle Terre Occitane, che ha rappresentato molto più di un’opportunità di finanziamento. È stato un banco di prova per sperimentare una modalità di collaborazione più strutturata e consapevole”.
La firma dell’accordo di cooperazione avvenuta a Ostana lo scorso 15 aprile, ha rappresentato un passaggio tanto simbolico quanto concreto passando così dalle intenzioni ai fatti.

“Ciò che emerge – affermano i sottoscrittori della firma – sono due Valli che scelgono di presentarsi come sistema territoriale integrato, superando frammentazioni e logiche localistiche. Un territorio che riconosce nella collaborazione una leva fondamentale per affrontare le sfide contemporanee: dallo spopolamento alla valorizzazione turistica, dalla tutela del patrimonio culturale e ambientale allo sviluppo economico sostenibile”.
Questo cambio di prospettiva non riguarda solo le istituzioni, ma coinvolge in modo attivo anche il tessuto sociale ed economico locale.
“Le imprese, le associazioni e i cittadini – concludono i referenti - non sono più semplici destinatari di progetti, ma diventano protagonisti di un processo condiviso, in cui ciascuno può portare competenze, idee e responsabilità.

La strada è ancora lunga e richiederà continuità, capacità di coordinamento e visione strategica. Tuttavia, quanto avviato con il percorso Smart Village dimostra che le Valli Po e Bronda hanno tutte le carte in regola per costruire un futuro più coeso, dinamico e attrattivo.
In un contesto in cui spesso le aree montane e pedemontane faticano a trovare voce e risorse, questa esperienza rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione possa trasformarsi in opportunità. Non solo per partecipare ai bandi, ma per ripensare insieme il futuro di un territorio”.















