Francesco Galluccio, candidato sindaco a Santo Stefano Belbo, presenta la sua squadra e spiega le ragioni della candidatura. Nell’intervista affronta i temi centrali della campagna elettorale: bilancio comunale, mutui, tasse, opere pubbliche, manutenzioni, sicurezza, attenzione a frazioni, giovani e anziani, valorizzazione del territorio, del Moscato d’Asti e del patrimonio culturale legato a Cesare Pavese.

Francesco Galluccio, responsabile del servizio di Polizia Locale in pensione, già assessore della giunta Capra, perché ha deciso di candidarsi a sindaco di Santo Stefano Belbo?
Per continuare a servire il nostro paese, insieme a una squadra di persone perbene, con capacità, competenze, esperienze amministrative e professionali di tutto rispetto, disponibili a impegnarsi per il nostro territorio: donne e uomini che si interessano del territorio dove vivono, della collettività di cui fanno parte e che intendono prendersi cura dello sviluppo e del bene del nostro paese, condividendo un progetto amministrativo. Un progetto che nasce dall’ascolto dei cittadini e dalla volontà di garantire stabilità, crescita e qualità della vita con un programma concreto, sostenibile e orientato al futuro, nel rispetto delle tradizioni e dell’identità del nostro territorio. La parola d’ordine sarà la condivisione delle iniziative con la mia squadra e l’ascolto dei santostefanesi per poter orientare risorse umane e finanziare al servizio dei loro bisogni, con umiltà e concretezza. Ogni euro speso deve portare benefici per la popolazione.
Lei si pone in alternativa alla sindaca Capra, che scrive di aver realizzato ben 77 opere pubbliche nei sette anni di attività, un numero molto significativo, non crede?
Ho fatto parte dell’attuale giunta comunale fino a due mesi fa, c’è anche il mio contributo nei lavori svolti e in corso d’opera. In quel numero, tuttavia, ci sono anche acquisti di panchine, manutenzioni e pulizie che io non avrei conteggiato. Sono comunque state realizzate opere importanti, anche grazie ad altrettanto importanti finanziamenti straordinari a fondo perduto della Regione, per i quali – come sappiano tutti - dobbiamo dire grazie al consigliere regionale Luigino Icardi. Mi riferisco al milione e mezzo per il nuovo asilo e i 300 mila per il vecchio, ai quasi due milioni per la Casa della Comunità, 500 mila per la pulizia del Belbo, un milione e 870 mila per il Mulino e altri ancora. A questo si aggiunge il contributo straordinario di oltre 700 mila euro all’anno, spettante per la fusione con l’ex Comune di Camo. Abbiamo poi ottenuto alcuni fondi statali, ma purtroppo anche nuovi consistenti mutui sono stati accesi dal Comune.

A proposito di mutui come stanno di salute i conti del Comune? Il bilancio comunale è stato “mantenuto solido, senza gravare sui cittadini”, come dichiara la sindaca Capra?
La situazione non è esattamente così. L’avanzo di amministrazione, cioè i risparmi del Comune, si è dimezzato, rispetto alla precedente gestione Icardi. L’amministrazione Capra ha accesso nuovi mutui per oltre 2 milioni e 600 mila di euro per finanziare opere e spese, raddoppiando l’indebitamento del Comune. Ma i mutui poi bisogna pagarli con fondi comunali e la rata mutui oggi è schizzata a 320 mila euro l’anno: un risultato che, contrariamente a quanto affermato dalla sindaca Capra, grava in modo significativo anche sui cittadini: il Comune, infatti, ha aumentato le tasse ai santostefanesi. Nel 2025 ha aumentato di oltre il 30% l’aliquota dell’addizionale comunale Irpef, una tassa che era stata ridotta dall’amministrazione Icardi nel 2019, utilizzando parte dei fondi ottenuti per la fusione con Camo, cioè circa 300 mila euro all’anno.
Come diceva prima, anche lei ha fatto parte della Giunta comunale. Non ne ha condiviso gli obbiettivi?
Certo, ero in giunta, e proprio in quella sede ho puntualmente manifestato il mio dissenso, quando non ero d’accordo su iniziative o su determinate tipologie di spesa del Comune. Non sono stato ascoltato, però non mai voluto fare polemiche, né cercato di mettere in crisi l’amministrazione comunale, sia per rispetto dei cittadini che mi hanno votato, sia perché i litigi non portano mai a nulla di buono e non servono al nostro paese. Due mesi fa, di conseguenza e in vista delle elezioni, me ne sono andato - e non da solo - proprio per costituire un’altra proposta di amministrazione da presentare ai santostefanesi, con le mie, le nostre proposte per il futuro di Santo Stefano.
Quali iniziative o spese, in particolare, non ha condiviso?
Come stavo dicendo, non condivido il ricorso all’aumento delle tasse per i santostefanesi, che in periodi difficili come quelli che stiamo attraversando risulta particolarmente inopportuno, pertanto, se saremo eletti, intendiamo cancellare l’aumento delle tasse operato dall’Amministrazione Capra e ridurre l’aliquota dell’addizionale comunale IRPF, riportandola al valore approvato nel 2019 dall’Amministrazione Icardi, lasciando nelle tasche dei santostefanesi i 350 mila euro all’anno. Restando in tema di sostegno ai contribuenti, e, con riferimento alla TARI, è nostra intenzione valutare la possibilità di apportare riduzioni alle tariffe; ciò tramite iniziative diverse tra cui quella della costante sensibilizzazione della cittadinanza verso il problema dello smaltimento dei rifiuti.
Non condivido neppure il ricorso ai nuovi pesanti mutui assunti dal Comune dall’attuale Amministrazione, debiti che, ovviamente, dovranno essere rimborsati utilizzando le risorse ordinarie del Comune stesso. Inoltre ritengo Variante al piano regolatore cimiteriale del capoluogo, nella parte in cui prevede la costruzione di nuovi loculi comunali proprio all’ingresso del cimitero, sull’area dove da decenni vengono sepolti i defunti nella terra, poco rispettosa del luogo e delle persone che vi sono state inumate e, dal punto di vista e architettonico ed estetico, stravolge l’impianto originario del cimitero, deturpandolo: la nostra azione sarà di modificare quanto previsto questa Variante, con l’obiettivo di migliorare e salvaguardare questo spazio, realizzare un ampliamento del cimitero con nuovi loculi comunali, più razionale e rispettoso, migliorativo dell’intero complesso.
Sono state assunte anche altre iniziative e tipologie di spesa su cui non ero d’accordo, ma non importa, preferisco guardare avanti e cercare di lavorare per il bene di Santo Stefano Belbo e, soprattutto, dei suoi cittadini.
Quali sono le altre proposte, i progetti e le politiche che avete in mente per il futuro di Santo Stefano?
Naturalmente completare quello che è stato messo in cantiere ed intensificare gli interventi di manutenzione di tutte le nostre strutture e dei nostri impianti attualmente esistenti.
Molto importante è la manutenzione delle strade, urbane e di campagna, provvedendo ai necessari ripristini del manto stradale e periodicamente alla pulizia dei fossi e delle banchine; questi interventi risultano di fondamentale importanza anche ai fini della sicurezza.
Riteniamo anche opportuno intraprendere con i comuni limitrofi una politica di verifica dell’impianto idrico esistente propedeutica a ridurre le perdite dell’acqua potabile che potrebbe condurre ad una, benché lieve, riduzione della spesa per le famiglie e dello spreco dell’acqua, bene comune.
Valorizzare il nostro territorio, il nostro paese con una serie di manifestazioni sportive, come il Rally, gare ciclistiche, raduni motociclistici che portino anche turisti e conseguenti benefici alle attività locali. Totale impegno nel sostenere progetti di valorizzazione e diffusione dei nostri prodotti tipici, in particolare del Moscato d’Asti e nella realizzazione di iniziative atte ad aiutare le nostre aziende agricole e cooperative in difficoltà.
Attuare politiche e progetti di inclusione per i giovani che garantiscano loro maggiori spazi e opportunità e rendano il nostro paese attrattivo per le nuove generazioni. Grande attenzione agli anziani, popolazione in crescita, a cui fornire servizi sociali e assistenziali, anche con nuovi importanti progetti con la casa di riposo santostefanese.
Iniziative per aumentare la sicurezza della nostra comunità incrementando anche i sistemi di videosorveglianza.
Ci impegniamo, soprattutto, ad ascoltare e a prendere in considerazione le varie tipologie di richieste che arriveranno dalle diverse località o frazioni dislocate sul territorio comunale, in modo particolare dalle più grandi frazioni di Camo e Valdivilla. Importanti sono l’implementazione di interventi di promozione turistica nonché il sostegno e l’ulteriore valorizzazione del “Premio Cesare Pavese” e delle iniziative culturali promosse dalla Fondazione Pavese, che contribuiscono a diffondere la conoscenza del nostro paese e delle sue peculiarità.
Ulteriori iniziative e tanto altro ancora sono previste nel nostro programma elettorale, che presto verrà distribuito a tutti i santostefanesi.
Ha citato Cesare Pavese e le iniziative culturali per valorizzare lo scrittore: cosa ne pensa dell’acquisto della casa natale di Pavese da parte del Comune.
L’acquisizione della casa di Pavese al patrimonio pubblico è certamente un’operazione condivisibile, avvenuta ad un prezzo ragionevole. Com’è noto, il Comune da decenni affitta quell’immobile e si occupa della sua manutenzione. Per molto tempo la casa di Pavese è stata affidata alla gestione del CEPAM e i compianti prof. Luigi Gatti e Giovanni Bosco con gli altri soci l’hanno sempre tenuta aperta al pubblico e vi hanno organizzato eventi culturali di rilievo nazionale e soprattutto importanti eventi di valorizzazione e promozione del Moscato d’Asti. A loro va la nostra gratitudine. Ed è proprio dal loro esempio che vogliamo partire per proporre il modello della casa di Pavese come volano di promozione del territorio, della nostra cultura e dei nostri prodotti tipici, in primis il Moscato d’Asti.
Ci può svelare la composizione della squadra che la sostiene?
Certamente. Ecco la mia squadra, in ordine di età: Andrea PENNA, 24 anni, agente di commercio, Hristina NIKOLOVSKA, 31 anni, impiegata amministrativa, Riccardo COLOMBARDO, 32 anni, imprenditore agricolo, Ivan GALLESIO, 37 anni, meccanico manutentore, Angelo GALLINA, 42 anni, geometra, Roberta OLIVERO, 45 anni, impiegata amministrativa, Gianluca SCAGLIONE, 50 anni, enologo, Massimiliano CASCINO, 50 anni, agente di commercio, Piera ICARDI, 51 anni, avvocato, Luigi Genesio ICARDI, 65 anni, dirigente Asl, consigliere regionale, Faousia LAMINE, 68 anni, cuoca in pensione, Mauro TERZOLO, 72 anni, impiegato in pensione.







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