Da lunedì 4 a domenica 10 maggio la scultura-fontana “Risalite. Pace nell’ombra” dell’artista Elio Garis, collocata al centro della rotatoria stradale di accesso al paese tra la strada provinciale e il ponte sul Varaita di via IV Novembre, è stata illuminata di rosso. Venasca ha aderito all’invito di Croce Rossa Italiana e ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani di celebrare la Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che si tiene l’8 maggio per ricordare l’anniversario della nascita del fondatore dell’organizzazione umanitaria internazionale, Henri Dunant, e che diventa ogni anno un momento di riflessione sull’attività svolta dai volontari nei territori. L’edizione di quest’anno della Giornata ha come tema portante la frase “Uniti nell’umanità. Non importa dove, non importa quando”.
"Anche quest’anno l’amministrazione comunale di Venasca – dice il sindaco Silvano Dovetta – ha voluto essere vicino nella settimana dedicata alla Croce Rossa a tutti i volontari, infermieri e medici, della Croce Rossa che svolgono un importantissimo servizio alle comunità e alle persone in stato di particolare necessità. Sottolineo con gratitudine ancora più sentita il lavoro svolto dai Comitati di Melle e di Sampeyre, che rappresentano il ‘pronto intervento’ in tutta la valle Varaita: in un momento di preoccupazione per i servizi sanitari in valle, questi presidi sono davvero fondamentali e imprescindibili. Grazie di cuore a nome mio personale, dell’amministrazione e della cittadinanza di Venasca".
L’accensione di rosso della scultura di Venasca si inserisce in un quadro nazionale di iniziative simboliche volte a sensibilizzare la popolazione, che a loro volta sono inquadrate in un più ampio protocollo di collaborazione tra ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani e Croce Rossa Italiana, che consolida un legame profondo volto a rafforzare la vicinanza ai cittadini e il supporto alle fasce più vulnerabili della popolazione e la diffusione del Diritto Internazionale Umanitario. In particolare, sono quattro gli ambiti nei quali il protocollo è operativo: inclusione sociale, con la definizione di azioni a favore dei più vulnerabili e contrasto alle nuove criticità sociali; sviluppo di programmi volti a coinvolgere le nuove generazioni nella vita della comunità; tutela del patrimonio culturale dagli effetti dei conflitti armati, grazie alla campagna “Il futuro ha una lunga storia, proteggiamola”, volta a favorire l’apposizione degli Scudi blu sui monumenti italiani, in conformità alla Convezione dell’Aja del 1954 e ai suoi Protocolli aggiuntivi; infine attività informativa e di sensibilizzazione sul disarmo nucleare attraverso la campagna “Nuclear Experience”.















