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Ultim'ora | 13 maggio 2026, 14:32

Scuola: Anief, Ue certifica ciò che denunciamo da anni, sistema supplenze abusivo

Scuola: Anief, Ue certifica ciò che denunciamo da anni, sistema supplenze abusivo

(Adnkronos) - "La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, Decima Sezione, con sentenza del 13 maggio 2026 resa nella causa C-155/25, ha dichiarato che la Repubblica italiana ha violato la clausola 5 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato — allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 — per non aver previsto alcuna misura volta a prevenire l'utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato nei confronti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario supplente impiegato presso le istituzioni scolastiche statali. L'Italia è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali. La pronuncia giunge a distanza di pochi mesi dall'accoglimento, da parte del Comitato Europeo dei Diritti Sociali, del reclamo collettivo presentato da Anief in relazione all'analoga condizione di precarietà strutturale del personale docente supplente: la Corte di Giustizia estende ora il medesimo accertamento di inadempimento al comparto Ata, completando il quadro di una violazione sistemica che il sindacato ha documentato e denunciato nelle sedi europee competenti". E' quanto sottolinea l'Anief.  

"Il ricorso su cui si è pronunciata la Cgue presentato dalla Commissione europea segue una procedura di infrazione attivata nel 2014 e un altro reclamo collettivo presentato da Anief e accolto nel 2021 che ha dato luogo a una prima raccomandazione inevasa da parte Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa sempre sull'assenza di misure preventive in Italia tese a evitare l'abuso dei contratti a termini da parte dello Stato italiano nei confronti del personale scolastico. In particolare sul personale Ata negli ultimi dieci anni ogni anno si è proceduto all'assunzione in ruolo in media di un terzo del personale Ata rispetto ai posti vacanti", continua la nota.  

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, "ora invita il Governo ad approvare un decreto legge per rivedere complessivamente il sistema di reclutamento dei precari docenti educatori e Ata al fine di assumerli sul 100% dei posti senza titolari per evitare pesanti sanzioni. Nel frattempo continuano i ricorsi risarcitori al giudice del lavoro (da 4 a 24 mensilità) per i precari con più di tre anni di servizio come previsto dalla normativa italiana. Soltanto nell'ultimo mese, lo Stato è stato condannato al pagamento di 2 milioni di euro, 40 milioni negli ultimi anni".  

 

"Nella sentenza, la Corte -spiega l'Anief- osserva che 'la normativa nazionale in discussione non prevede alcuna delle misure di cui alla clausola 5, punto 1, lettere da a) a c), dell'accordo quadro né comporta norme equivalenti ai sensi della menzionata disposizione' e conclude che 'non avendo previsto misure volte a prevenire l'utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato in relazione al personale Ata supplente impiegato presso le istituzioni scolastiche statali, la Repubblica italiana ha mancato agli obblighi ad essa incombenti in virtù della clausola 5 dell'accordo quadro'".  

La Corte, continua l'Anief, "ha altresì rilevato che il meccanismo italiano di assunzione del personale Ata attraverso supplenze reiterabili senza limite di durata né di numero — aggravato dalla condizione, prevista dall'articolo 554 del decreto legislativo n. 297/1994, di maturare almeno due anni di servizio a tempo determinato per accedere ai concorsi di immissione in ruolo — non consente di verificare che il rinnovo dei contratti risponda a esigenze provvisorie, risultando invece funzionale a soddisfare fabbisogni di personale di carattere permanente e duraturo. La pronuncia si colloca nel solco della giurisprudenza europea in materia di precariato scolastico avviata con la sentenza Mascolo e a. del 26 novembre 2014 (cause riunite C-22/13, C-61/13, C-63/13, C-418/13) e costituisce la diretta conseguenza del ricorso per inadempimento proposto dalla Commissione europea il 21 febbraio 2025, dopo che l'Italia non aveva dato seguito al parere motivato del 19 aprile 2023".  

“Questa sentenza — dichiara il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico — chiude un cerchio che avevamo aperto noi. Prima il Comitato Europeo dei Diritti Sociali ha accolto il nostro reclamo per i docenti precari, ora la Corte di Giustizia accerta lo stesso inadempimento per il personale Ata: l'Italia utilizza le supplenze come modalità ordinaria di assunzione, non come strumento eccezionale. L'Europa lo dice con la chiarezza che la politica italiana ha finora eluso. Servono misure strutturali immediate: limiti certi alla reiterazione dei contratti, procedure concorsuali con cadenza definita, stabilizzazione del personale che da anni regge il funzionamento delle nostre scuole. Anief continuerà a percorrere tutte le strade disponibili — europee, nazionali, giudiziarie — perché ogni lavoratore scolastico precario riceva la tutela che gli spetta”, conclude il leader dell’Anief. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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