Non soltanto uno spazio espositivo dedicato al tartufo, ma un luogo che prova sempre di più a intrecciare divulgazione, didattica e relazioni culturali con il territorio. È questa la direzione che sta prendendo il Mudet – Museo del Tartufo di Alba, gestito in collaborazione con il Centro Nazionale Studi Tartufo, attraverso una serie di iniziative e progettualità che guardano sia al pubblico turistico sia alle scuole.
Tra le novità più immediate c’è la partecipazione alla Notte dei Musei, in programma sabato 23 maggio, con un’apertura straordinaria collegata anche al concerto dei “Carmina Burana” nel quartiere della Maddalena. Per l’occasione saranno organizzate visite guidate incrociate tra il Mudet e il Museo civico “Federico Eusebio”, con gruppi in partenza alternativamente dalle due sedi.
“Facciamo questa visita incrociata, nel senso che ci saranno gruppi che iniziano dal Museo del Tartufo e arrivano all’Eusebio e viceversa”, spiega Antonio Degiacomi, presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo. “È anche un modo per rafforzare una collaborazione che c’è sempre stata”.
Un rapporto che oggi si consolida ulteriormente grazie all’ingresso di Luca Borio, naturalista trentenne che ha collaborato con la sezione naturalistica del Museo Eusebio ed è stato presidente dell’associazione Amici del Museo. Una presenza che punta a rafforzare il dialogo tra i due musei anche sul piano scientifico e divulgativo.
Il Mudet ha inoltre sperimentato una nuova formula durante Vinum, con un ticket dedicato alla visita del museo collegato alla manifestazione. Un test che, pur con numeri distribuiti nei diversi giorni, ha dato segnali incoraggianti.
“È stato un esperimento”, racconta Degiacomi. “Solo una parte del pubblico di Vinum era interessata alla visita, perché molti vengono anche per vivere la città e stare all’aperto, però non è andata male: sono stati circa 500 ingressi nei cinque giorni”.
Accanto agli eventi, cresce anche il lavoro legato alla formazione. Nei mesi scorsi il museo ha ospitato un corso di tartuficoltura con operatori del settore, utilizzando la saletta interna per la parte teorica. Hanno partecipato 24 persone provenienti anche da fuori provincia, interessate soprattutto alla coltivazione del tartufo nero.
Parallelamente si sta lavorando sul fronte scolastico attraverso una convenzione con l’associazione dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, che ha avviato il progetto “A scuola di patrimonio”. L’obiettivo è sviluppare una proposta dedicata anche alle scuole superiori, affrontando il tema del patrimonio materiale e immateriale UNESCO e delle realtà presenti sul territorio.
“La cosa importante”, osserva Degiacomi, “è evitare di andare nelle scuole con proposte frammentate e costruire invece qualcosa di più organico”.
In questo percorso rientra anche la collaborazione con ATL Langhe Monferrato Roero, attraverso il coinvolgimento di Chiara Delprete, che lavorerà sugli aspetti di didattica museale e comunicazione, in sintonia con le attività di promozione del territorio.














