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Politica | 22 maggio 2026, 15:30

La minoranza di Saluzzo sul biodigestore di Ruata Eandi: “Serve coerenza, non memoria di comodo”

Per i consiglieri Damiano, Daniele, Giordana e Sanzonio resta da affrontare un tema centrale: la normativa Seveso in riferimento ai volumi di gas stoccati, aspetti che incidono direttamente sulla classificazione degli impianti a “rischio di incidente rilevante”

La minoranza di Saluzzo sul biodigestore di Ruata Eandi: “Serve coerenza, non memoria di comodo”

“In merito alla vicenda del biodigestore di Roata Eandi e al preavviso di diniego espresso in questa fase da una nuova Conferenza dei servizi radicata presso la Provincia nei confronti del progetto presentato da AKY BIOMETHANE, riteniamo doveroso ricordare alcuni aspetti che, nel dibattito pubblico di queste settimane, sembrano essere stati dimenticati.
Perché la memoria, oltre che “corta”, rischia talvolta di diventare anche “di comodo”.

La minoranza, nelle persone dei consiglieri Damiano, Daniele, Giordana e Sanzonio, ha espresso un chiaro e motivato “no” all’impianto AKY BIOMETHANE (due astenuti, per legittime diverse sensibilità sul tema).
Pochi mesi prima noi di minoranza avevamo fatto lo stesso rispetto all’impianto di biodigestione SEDAMYL di via della Croce.

Si tratta certamente di realtà differenti sotto molti aspetti, a partire dalle dimensioni, ma accomunate da implicazioni rilevanti quanto a consumo dei suoli, impatto estetico e paesaggistico, come sulla difficile convivenza con il tessuto residenziale del territorio.

Le nostre osservazioni, in entrambi i procedimenti, sono state tra le prime ad essere formalizzate ufficialmente.

Per quanto riguarda Ruata Eandi, il nostro sostegno attivo, concreto e leale al Comitato NO Biodigestore è sempre stato chiaro e sotto gli occhi di tutti. Un impegno portato avanti con serietà, presenza e coerenza politica, senza travestirci da paladini del mondo agricolo e dell’ambiente.

Occorre però evitare facili trionfalismi: il preavviso di diniego espresso oggi non rappresenta necessariamente la conclusione definitiva della vicenda. È infatti molto probabile che AKY BIOMETHANE ripresenti il progetto, rivedendolo alla luce delle criticità che al momento ne impediscono l’approvazione.

Per questo motivo, riteniamo che la questione resti aperta e che sia necessario mantenere alta l’attenzione.

Rimane inoltre da affrontare un tema centrale e primario: quello legato alla normativa Seveso e ai criteri di valutazione dei volumi di gas stoccati, aspetti che incidono — o dovrebbero incidere — direttamente sulla classificazione degli impianti a “rischio di incidente rilevante”.

Si tratta di un nodo tecnico e normativo fondamentale, sul quale intendiamo attivarci nelle sedi competenti, affinché vengano garantite la massima trasparenza, il pieno rispetto della normativa e, soprattutto, la tutela della sicurezza del territorio e dei cittadini".

c.s.

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