Da una parte il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che, insieme al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, salgono al Monte Bianco per chiedere alla Francia di sostenere con decisione il raddoppio del traforo valdostano.
Dall’altra il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi che, sul versante del Colle di Tenda, apre alla possibilità di archiviare definitivamente il progetto della seconda canna e di utilizzare la nuova galleria in entrambe le direzioni di marcia.
Due visioni opposte, che fotografano tutte le contraddizioni della politica infrastrutturale italiana nei collegamenti con la Francia.
Oltrefrontiera, però, le parole di Rixi non sono state accolte con entusiasmo. Anzi. Sylvie Moreau, la nuova sindaca di Tenda che ha raccolto il testimone di Jean-Pierre Vassallo dopo una stagione politica segnata dalle battaglie sul traforo e dalle conseguenze devastanti della Tempesta Alex, difende senza esitazioni il progetto della seconda canna e contesta apertamente le alternative messe sul tavolo dal viceministro italiano.

La prima cittadina parte da una considerazione tecnica che, a suo giudizio, rende problematica l'ipotesi di utilizzare la nuova galleria in modalità bidirezionale. “È stata costruita con un sistema di ventilazione progettato per un solo senso di marcia. Non si tratta semplicemente di invertire il traffico: per consentire il doppio senso bisognerebbe intervenire sugli impianti e questo comporterebbe problemi anche dal punto di vista della gestione dei fumi e dell'inquinamento all'interno del tunnel”.
Moreau non nega che gli studi citati dal governo italiano possano indicare una fattibilità tecnica dell'operazione, ma sottolinea immediatamente le conseguenze pratiche di una scelta simile. “Sì, probabilmente è possibile. Ma significherebbe aprire un nuovo cantiere e procedere con importanti modifiche. Questo comporterebbe un'altra lunga chiusura del tunnel e, di fatto, un ulteriore stop a un collegamento che ha già subito ritardi enormi”.
Per la sindaca il nodo centrale resta però la sicurezza. “Dopo quanto accaduto al Monte Bianco, il tema della sicurezza è diventato prioritario. Con due gallerie si può garantire una gestione migliore delle emergenze. Se un domani dovesse verificarsi un incendio o un incidente in una delle due canne, sarebbe possibile utilizzare l'altra in modalità alternata. Se invece si mantiene una sola galleria a doppio senso, qualsiasi incidente rischia di bloccare completamente il collegamento per molto tempo”.
Un altro elemento che colpisce nelle dichiarazioni della sindaca riguarda la documentazione tecnica richiamata da Rixi. Moreau afferma infatti che il Comune di Tenda non ha ricevuto alcuno studio. “No, non abbiamo ricevuto nulla”.

Sul piano politico, invece, la posizione francese appare definita. “Esiste una linea condivisa tra le due parti ed è quella di realizzare due tunnel: uno per l'andata e uno per il ritorno. Questo è l'obiettivo che è stato fissato. Il vero problema oggi è trovare le risorse necessarie, perché per la prima canna sono già stati investiti molti fondi e serviranno nuovi finanziamenti per completare la seconda”.
Ma è sulla proposta di trasformare la vecchia galleria in un percorso per biciclette e pedoni che arriva l'affondo più duro. Moreau non usa formule diplomatiche e liquida l'idea con una definizione destinata a far discutere: “Per me è una boutade”.
Poi spiega nel dettaglio le ragioni della sua contrarietà. “Già oggi raggiungere il tunnel a piedi sarebbe molto pericoloso. Le strade di accesso sono percorse da automobili e motociclette e non sono adatte a un utilizzo pedonale. Lo stesso vale per le biciclette. Da entrambe le parti del confine la situazione è complicata e, a mio avviso, non sarebbe una soluzione praticabile. Rischierebbe anzi di esporre le persone a situazioni di pericolo”.
Secondo la sindaca, inoltre, non esiste neppure una reale domanda che possa giustificare un progetto di questo tipo. “C'è già la vecchia strada dei 46 tornanti che sale al colle ed è quella che eventualmente viene utilizzata dai ciclisti. Ma i numeri restano molto limitati. Nei mesi estivi se ne vedono alcuni, ma parliamo di poche persone. Francamente non credo che una riconversione del tunnel avrebbe un utilizzo sufficiente”.

Moreau guarda invece con interesse alla linea ferroviaria della valle Roya, pur riconoscendone i limiti attuali. “Può essere una buona alternativa, ma oggi il problema è che gli orari non corrispondono alle esigenze delle persone, né francesi né italiane. Inoltre, finché non saranno completati i lavori di ammodernamento, i tempi di percorrenza restano troppo lunghi. Una volta conclusi gli interventi, la situazione potrà migliorare sensibilmente”.
La sindaca attende ora il confronto tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron previsto a fine giugno. “Lo aspetto con grande interesse. Il nostro ministro dei Trasporti mi ha chiesto se intendiamo continuare a sostenere il progetto della seconda canna e la mia risposta è stata sì. Da parte nostra la volontà c'è. Poi, naturalmente, le decisioni finali spettano ai governi”.
Nella sua visione, il futuro del Colle di Tenda passa inevitabilmente attraverso il completamento delle due canne. “Quando i due tunnel saranno operativi si potrà tornare alla fluidità che esisteva anni fa. È un'infrastruttura importante per la Francia, ma anche per l'Italia e per tutti coloro che si spostano tra i due versanti delle Alpi”.

Moreau è convinta che le conseguenze della lunga chiusura siano state particolarmente pesanti per il territorio italiano. “Credo che l'Italia abbia subito più della Francia gli effetti di questa situazione. Esistono percorsi alternativi, certo, ma il collegamento del Tenda resta fondamentale per gli scambi e per la mobilità tra i nostri territori”.
E torna ancora una volta sul tema che considera centrale. “Bisogna decidere quale priorità vogliamo dare alla sicurezza delle persone. È questo il punto. Quanto accaduto al Monte Bianco deve essere un monito e non deve ripetersi altrove. Dobbiamo garantire alle nostre vallate collegamenti efficienti, ma soprattutto sicuri”.
Una battaglia che la sindaca intende portare avanti con la stessa determinazione del suo predecessore. “Assolutamente sì. È una questione che riguarda sia i francesi sia gli italiani. Questa valle è un territorio condiviso e il tunnel è vitale per il suo futuro. Per questo continuerò a sostenere il progetto del doppio tunnel”.
Una presa di posizione netta che chiude, almeno per ora, ogni apertura all'ipotesi di archiviare la seconda canna e che trasforma la proposta di Rixi in un nuovo terreno di confronto tra le due sponde del confine.














