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Attualità | 22 giugno 2026, 18:53

Savigliano: nuova metodica laser in anestesia locale e ipnosi

Unico altro Centro in Piemonte che dispone della tecnologia sono le Molinette

Savigliano: nuova metodica laser in anestesia locale e ipnosi

In occasione del Convegno regionale Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria dell’Associazione Urologi  che si terrà sabato 27 giugno ad Aosta, l’attuale direttore sostituto della struttura complessa di Urologia dell’ospedale di Savigliano Paolo Mondino, presenterà l’esperienza del Reparto con il nuovo trattamento TPLA-Echo laser in regime ambulatoriale.

“Con la donazione del software da parte dell’associazione Amici dell’Ospedale di Savigliano e la fornitura delle fibre laser da parte dell’Asl CN1 - spiega il dottor Mondino - , circa un anno fa è iniziato il training, prima con il  il collega Diego Rosso e successivamente con Riccardo Rossi,  presso i Centri di Firenze e Verona. Attualmente l’unico altro Centro in Piemonte a disporre di tale tecnologia è l’Ospedale Molinette. Una volta completato il periodo di formazione, si è avviata l’attività operatoria nel nostro Centro. La metodica, che può essere svolta in sala endoscopica di Urologia senza il supporto anestesiologico, prevede il ricovero ambulatoriale del paziente in mattinata e la dimissione nel pomeriggio”.

La TPLA (termoablazione laser transperineale) si basa sull’applicazione mirata intraprostatica di calore tramite fibre laser che porta alla “distruzione” selettiva del tessuto prostatico in eccesso senza intaccare le strutture sane circostanti. Previa approvazione da parte del Comitato Etico e in casi selezionati, può anche essere utilizzata per il trattamento focale dei tumori prostatici.

“Il grande vantaggio di questa metodica - spiega ancora Mondino - è che può essere eseguita con sola anestesia locale e con l’ausilio di ipnosi laddove il paziente sia favorevole. In corso di intervento si elimina, mediante l’utilizzo del laser, sotto il controllo ecografico, il tessuto prostatico ingrossato senza coinvolgere strutture critiche come la capsula prostatica, l’uretra o il retto. Per questo motivo si riducono in  modo sensibile le possibili complicanze post operatorie dei più comuni interventi disostruttivi e il rischio di eiaculazione retrograda”.

L’estrema rapidità della procedura, la mini invasività e l’assenza di sanguinamento, fanno si che sia ideale per pazienti più anziani, con comorbidità e in terapia anticoagulante che altrimenti non potrebbero essere candidabili ad intervento chirurgico. Dopo un paio di settimane dall’intervento i sintomi urinari progressivamente migliorano e il risultato definitivo si stabilizza nell’arco di 1-2 mesi.

Questa recente metodica è ormai consolidata come sicura ed efficace e trova riscontro anche nelle recenti linee guida della Società Europea di Urologia diventando una alternativa alla disostruzione endoscopica con energia bipolare o laser perlopiù in pazienti anziani, con comorbidità per i quali è controindicato un intervento chirurgico in anestesia.  

comunicato stampa

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