Per Cuneo per anni è stato simbolo di un patrimonio storico da non perdere e far rinascere, in attesa di una seconda vita. Finalmente quel tempo è più vicino. Palazzo Chiodo Dalla Chiesa, nel cuore del centro storico, presto risorgerà dalle ceneri. Oggi il progetto esecutivo è stato approvato, tutte le autorizzazioni sono state ottenute e il cantiere si trova nella fase di appalto.
Lo storico edificio rinascimentale tra via Chiusa Pesio, via Cacciatori delle Alpi e via Savigliano si prepara infatti a un importante intervento di recupero che, grazie a un investimento privato stimato tra i 6 e i 7 milioni di euro, gli restituirà il ruolo che ha ricoperto per oltre cinque secoli nella storia della città.
Costruito nel 1503, come testimonia la data incisa su una colonna del cortile interno, Palazzo Chiodo rappresenta uno degli edifici civili più prestigiosi del capoluogo. Conserva ancora oggi l'impianto originario con il grande cortile porticato, i due ordini di logge, la torre quadrata e il monumentale scalone interno, impreziosito da decorazioni e stucchi. Tra Sei e Settecento l'edificio fu oggetto di importanti trasformazioni che gli conferirono l'aspetto attuale, mentre il portale su via Cacciatori delle Alpi viene tradizionalmente attribuito a Filippo Juvarra sulla base di analogie stilistiche con altre opere dell'architetto barocco.
La storia più recente del palazzo è invece quella di un lungo periodo di abbandono. Acquistato dal Comune di Cuneo nel 2006 per 2,4 milioni di euro dalla famiglia Della Chiesa, l'edificio avrebbe dovuto ospitare l'ampliamento della Biblioteca civica. Il progetto venne però accantonato in seguito all'esito delle verifiche tecniche da cui risultò che i solai non avrebbero retto il peso delle centinaia di migliaia di volumi previste. La scelta dell'amministrazione ricadde così sul vicino complesso dell'ex Santa Croce.

Nel frattempo il palazzo rimase inutilizzato. Dopo la morte, nel 2015, della baronessa Maria Alberta Chiodo Ronchetto Salvana, ultima residente dell'edificio, il degrado aumentò progressivamente, aggravato anche da un incendio che interessò l'ultimo piano dello stabile. Le condizioni dell'immobile e gli elevati costi del recupero spinsero quindi il Comune a inserirlo nel piano delle alienazioni.
Dopo una prima asta andata deserta, la svolta è arrivata con l'acquisto da parte della Olivero Srl di Fossano, società guidata dai fratelli Gianpaolo e Marco Olivero, realtà imprenditoriale specializzata negli impianti industriali ma già impegnata in interventi di recupero di edifici storici in Italia e all'estero. Il palazzo è stato aggiudicato per 2,4 milioni di euro, lo stesso importo sostenuto dal Comune al momento dell'acquisto.
Il trasferimento della proprietà si ufficializzò con il rogito del novembre 2024, ma per effetto del complesso iter legato al diritto di prelazione della Soprintendenza si concluse nei primi mesi del 2025.
“Hanno aspettato ancora qualche mese per poter fare il secondo atto – spiega l'architetto Lorenzo Marino, che coordina il progetto insieme al figlio Stefano e all'architetto Luigi Marino – perché il notaio doveva certificare che la Soprintendenza aveva rinunciato all'esercizio della prelazione”.

Ora la proprietà sta valutando i preventivi presentati da diverse imprese specializzate del territorio cuneese, con l'obiettivo di avviare i lavori nel mese di ottobre.
“I primi interventi – spiega Marino- riguarderanno la copertura e i solai, che dovranno essere restaurati e ricostruiti”.

Il progetto conferma per la maggior parte la destinazione d'uso di tipo residenziale, affiancandola a spazi destinati a uffici e servizi. Sono previsti 21 appartamenti di pregio, dieci box auto, cinque posti auto nel cortile che un tempo ospitava un'officina meccanica e locali direzionali al piano terreno, dove si sta valutando anche la possibilità di realizzare spazi di coworking.
“La destinazione definitiva di questi ultimi verrà definita anche in base alle richieste del mercato - precisa Marino -. Saranno inoltre ricavate due nuove unità abitative nel sottotetto sul lato di via Chiusa Pesio”.

L'intervento, della durata stimata tra i due anni e i due anni e mezzo, rappresenta una delle operazioni di restauro più importanti degli ultimi anni nel centro storico cittadino. “Si tratterà di un recupero che unirà restauro conservativo e manutenzione straordinaria, sotto la costante supervisione della Soprintendenza. È un edificio molto grande e con lavorazioni particolarmente complesse. La presenza della Soprintendenza comporterà continui confronti durante tutte le fasi del cantiere”, osserva Marino.
Saranno restaurate tutte le facciate interne ed esterne, i loggiati, i portali, le parti lapidee e numerosi elementi decorativi originali, comprese alcune porte storiche di particolare pregio. Le indagini stratigrafiche hanno inoltre riportato alla luce affreschi attribuiti al Quattrocento, nascosti per secoli sotto gli intonaci e destinati ora a essere recuperati.
I solai realizzati in epoche successive saranno sostituiti, il tetto verrà ricostruito utilizzando strutture lignee compatibili con la storicità dell'edificio e saranno installati tre ascensori per rendere il complesso pienamente fruibile.
Per Lorenzo Marino il recupero di Palazzo Chiodo rappresenta anche una sfida personale.
“Questo per me è un progetto molto importante, una passione che dura da quindici anni. Ho dedicato tantissime energie a cercare di farlo rinascere”.
La rinascita di Palazzo Chiodo Dalla Chiesa segna così una svolta per uno degli edifici più rappresentativi di Cuneo. Dopo anni di degrado e incertezza, il palazzo è pronto a tornare protagonista della vita cittadina, coniugando il rispetto della sua storia con nuove funzioni abitative e professionali.


















