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Attualità | 04 agosto 2026, 16:07

Bassotto ucciso a Briaglia: la genetica scagiona il lupo, l'attacco mortale condotto da un cane domestico

Gli esami dell'Istituto Zooprofilattico escludono la presenza del selvatico nell'aggressione di venerdì 10 luglio. L'ente Aree Protette Alpi Marittime: "Evitare allarmismi e custodire responsabilmente gli animali"

Analisi genetiche sui campioni biologici di pelo, tra quelle compiute dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta

Analisi genetiche sui campioni biologici di pelo, tra quelle compiute dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta

Il lupo è stato ufficialmente scagionato dall'esame del Dna: il bassotto ucciso venerdì 10 luglio nel giardino di una casa a Briaglia è stato vittima dell'aggressione di un altro cane domestico.

A fare chiarezza sulla vicenda, smentendo le notizie che attribuivano l'attacco a un selvatico, sono i risultati delle analisi genetiche completate dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta (Izsplv).

L'episodio si era verificato intorno alle ore 18.30 nel comune monregalese, quando un canide di grossa taglia aveva scavalcato la recinzione di un cortile privato azzannando il piccolo animale.

A seguito della segnalazione ai Carabinieri Forestali di Mondovì, erano intervenuti i veterinari dell'Asl Cn1 di Mondovì insieme alla Wpiu e all'Uca del Centro di Referenza Regionale dei Grandi Carnivori, coordinato dall'ente Aree Protette Alpi Marittime, in stretta collaborazione con il sindaco di Briaglia.

L'esame necroscopico condotto martedì 14 luglio dall'Izsplv aveva preliminarmente individuato la causa del decesso nelle ferite da morso riconducibili a un canide, verosimilmente di tipo molossoide. Le successive analisi genetiche sui campioni biologici di pelo, concluse venerdì 31 luglio, hanno confermato in modo definitivo l'appartenenza dei reperti a un cane domestico, escludendo totalmente il coinvolgimento del lupo.

Mentre proseguono gli accertamenti per individuare l'eventuale presenza di cani vaganti nella zona, dall'ente Aree Protette Alpi Marittime, con sede in piazza Regina Elena 30 a Valdieri, sottolineano l'importanza di una tempestiva segnalazione alle autorità e di una responsabile custodia degli animali di proprietà, strumenti fondamentali per garantire la sicurezza e prevenire ingiustificati allarmismi.

"Vicende come questa – si rimarca dall'ente – evidenziano l’importanza di segnalare tempestivamente ogni evento alle autorità competenti (Carabinieri Forestali, Asl territorialmente competente, sindaco, Centro di Referenza Regionale dei Grandi Carnivori), consentendo ai tecnici di effettuare tutti gli accertamenti necessari. Solo un’indagine condotta secondo procedure scientifiche riconosciute permette di ricostruire correttamente i fatti, identificare il responsabile dell’aggressione ed evitare attribuzioni errate che rischiano solamente di alimentare disinformazione, paura o ingiustificati allarmismi".

"Episodi come quello avvenuto a Briaglia ricordano come una corretta gestione dei cani di proprietà rappresenti non solo un dovere previsto dalla normativa, secondo la quale devono essere sempre custoditi e gestiti in modo responsabile, ma anche uno strumento essenziale di prevenzione per ridurre il rischio di aggressioni e garantire e tutelare la sicurezza delle persone, degli animali domestici e della fauna selvatica", concludono dalle Aree Protette Alpi Marittime. 

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