Un’annata produttiva positiva, una cooperativa che continua a crescere e nuovi investimenti per rafforzarne capacità produttiva, organizzazione e sostenibilità. Sono i principali elementi emersi a Fossano durante l’Assemblea di Piemonte Miele, tenutasi il 25 settembre 2026 e dedicata all’approvazione del bilancio dell’esercizio 2025/2026, chiuso al 30 aprile 2026.
I numeri della cooperativa e i nuovi investimenti
Piemonte Miele conta oggi 425 soci distribuiti in otto regioni italiane, che gestiscono circa 100 mila alveari, e 13 dipendenti nella sede di via Latirolo a Cussanio (Fossano). Nel 2025 i conferimenti hanno raggiunto 16.151 quintali di miele, in crescita rispetto al 2024, a conferma di un’annata particolarmente favorevole dal punto di vista produttivo.
L’esercizio 2025/2026 si chiude con un valore della produzione pari a 11.854.584 euro e un patrimonio netto di 4.387.442 euro.
L’Assemblea ha confermato un percorso di consolidamento che, accanto ai risultati economici, rafforza anno dopo anno il ruolo centrale della cooperativa piemontese nel settore, sia dal punto di vista della produzione che della presenza all’interno della Gdo.
La qualità si riconferma un pilastro centrale per Piemonte Miele, attestata dal rinnovo delle certificazioni internazionali IFS e BRC con rating AA e sostenuta da investimenti strutturali strategici, come il magazzino refrigerato. Come evidenziato dal presidente della cooperativa, Davide Colombo: “L'adozione di procedure rigorose e la capacità di programmazione a lungo termine sono elementi fondamentali per preservare l'eccellenza del prodotto e rafforzare la competitività della cooperativa sul mercato”.
Pac e futuro dell’apicoltura italiana e europea
La crescita della cooperativa si inserisce, tuttavia, in un quadro commerciale complesso. Nel suo intervento Colombo ha richiamato la forte pressione esercitata sui prezzi del miele italiano dalla concorrenza europea e internazionale e dalle importazioni, evidenziando come il lavoro della cooperativa sia orientato a trasferire ai soci la migliore valorizzazione possibile della produzione pur all’interno di condizioni di mercato particolarmente competitive.
Negli ultimi due anni, Piemonte Miele ha operato attivamente nell'ambito di un tavolo interassociativo - composto da enti, associazioni di categoria e realtà del settore apistico - dialogando a livello europeo con il Copa-Cogeca e i rappresentanti del Parlamento UE.
L'obiettivo centrale è richiedere un riconoscimento concreto e tangibile del valore sia economico sia ambientale dell'apicoltura all'interno delle politiche agricole comunitarie e della PAC.Secondo Piemonte Miele, il ruolo dell’apicoltura non può però essere valutato esclusivamente sulla base della produzione di miele, in quanto l’attività degli apicoltori svolge una funzione essenziale per l’impollinazione, la biodiversità e, più in generale, per la stessa produzione agricola.
“Ci confrontiamo con un mercato molto aggressivo e con una politica ben consapevole dei costi di mercato e di produzione. - commenta Colombo - Ora è necessario che questo riconoscimento si trasformi in strumenti concreti. Gli apicoltori svolgono un servizio fondamentale anche per gli altri comparti agricoli e riteniamo che questa funzione debba trovare una compensazione economica. La posizione che stiamo portando avanti nei diversi tavoli è chiara: le risorse devono arrivare direttamente alle aziende, attraverso un sostegno per alveare che contribuisca concretamente al reddito degli apicoltori”.



















