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Attualità | 08 ottobre 2026, 13:03

Gli “invisibili” della malattia: a Mondovì si parla dei caregiver oncologici, in Italia sono oltre 12 milioni

Ieri, all'ospedale Regina Montis Regalis, un incontro con professionisti sanitari e con le associazioni, nell'ambito della settimana di iniziative promosse dalla rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta

Sono "invisibili", eppure sono oltre 12 milioni in Italia. 

Parliamo dei caregiver oncologici ovvero tutti coloro che, a titolo gratuito, letteralmente si prendono cura di un familiare che si trova a dover affrontare la lotta contro il cancro. 

In occasione della Giornata Europea del Caregiver, il Piemonte e la Valle d’Aosta hanno acceso i riflettori su una figura spesso invisibile ma indispensabile: la persona che ogni giorno accompagna un familiare o un amico lungo il percorso della malattia, condividendone paure, speranze, terapie e fragilità.

La ricorrenza è stata tradotta in una settimana di iniziative promosse dalla rete Oncologica, in collaborazione con le aziende sanitarie regionali, iNOC, Humanitas e Cottolengo, dedicando un'attenzione particolare ai caregiver oncologici: figure ormai riconosciute come parte integrante del percorso di cura.

Un tema delicato, complesso e poco trattato che ieri, mercoledì 7 ottobre, è stato al centro di un interessante incontro che l'AslCn1 ha organizzato all'ospedale Regina Montis Regalis di Mondovì con i professionisti della rete oncologica e con le associazioni territoriali (la stessa iniziativa si è svolta anche a Savigliano al Santissima Annunziata, ndr). 

Stando ai dati dell'ISTAT in Italia, nel 2024, i caregiver erano circa 12 milioni (il 24,9% della popolazione adulta), tra questi circa 4 milioni corrispondono a familiari conviventi che condividono l'abitazione con la persona assistita, fornendo un presidio costante e quotidiano. 

Ma chi si prende cura di chi cura il familiare ammalato? 

È questa la domanda a cui hanno cercato di fornire risposta i professionisti dell'incontro al Regina Montis Regalis. Il caregiver assiste un familiare ammalato diventando di fatto un aiuto psicologico, logistico, organizzativo, a discapito anche della propria salute. 

All'incontro, che si è tenuto in sala Dragone, sono intervenuti il direttore della struttura complessa di Oncologia, la dottoressa Cristina Granetto e Marina Foco, coordinatore infermieristico SC Oncologica area nord che hanno presentato la giornata, pensata per promuovere una maggiore attenzione al benessere di chi assiste i pazienti oncologici. 

Tanti i temi trattati, il ruolo del Centro Accoglienza Servizi (CAS) nel percorso di cura del paziente oncologico, con l’intervento del dottor Paolo Allione, la dottoressa Emanuela Miraglio e l'infermiera Luisa Conte, che hanno spiegato come è strutturato il CAS, primo punto di accesso alla rete oncologica, quali servizi offre e come viene seguito il paziente nel suo percorso, inoltre è stata approfondita la fase di assistenza infermieristica nel supporto al paziente e al caregiver. 

"Mi è crollato il mondo addosso". È questa la frase che più spesso il personale sanitario sente pronunciare non solo dai pazienti che ricevono una diagnosi di tumore, ma anche da chi li assiste. 

Affrontare la malattia significa infatti fare i conti non solo con lo stress emotivo, le incognite sul futuro e la paura, ma anche con la necessità di riorganizzare completamente la propria vita: dai trasporti alle visite, dalle terapie alle incombenze più semplici della quotidianità, quelle che spesso diamo per scontate.

"Nella nostra esperienza - hanno spiegato i professionisti del CAS - una delle cose che accade più frequentemente è sentire i caregiver che ringraziano il nostro personale e questo ci fa capire quanto sia importante offrire oltre alla nostra professionalità anche sensibilità ed empatia". 

Il percorso di pazienti e caregiver nella lotta al cancro deve far fronte anche ad aspetti più "burocratici": i diritti e gli strumenti a supporto, dalla richiesta di invalidità civile alla legge 104 aspetti che sono stati trattati dalla dott.ssa Valeria Versolatto, assistente sociale referente presso il CAS. 

La complessa sfera emotiva e psicologica che avvolge un percorso come quello di chi riceve una diagnosi di tumore è stata affrontata dalla dott.ssa Cristiana Belluomini, psico-oncologa di riferimento per il CAS che ha fatto riflettere i presenti sul ruolo 'multitasking' di chi assiste un parente malato.

 Il caregiver è quello che si potrebbe definire un 'professionista non assunto', infatti si trova a essere oltre che un familiare, all'occorrenza anche autista, segretario, cuoco, infermiere, psicologo, dimenticandosi spesso di sé, reprimendo le proprie emozioni per non turbare l'altro e sacrificando la propria quotidianità. 

Per l’ambito delle cure palliative è intervenuto il dottor Fabrizio Motta, medico referente e vicepresidente dell’associazione “La Cura nello sguardo”, che promuove la conoscenza e la diffusione delle cure palliative. Un ambito ancora per certi versi considerato “tabù”, ma che ha l’importante obiettivo di migliorare la qualità di vita dei malati e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare malattie avanzate e complesse, offrendo supporto e mettendo al centro la persona.

Alla giornata hanno partecipato i rappresentanti e i volontari di "Un sorriso per Giorgia", che negli anni ha sempre sostenuto l'oncologia con donazioni, la LILT e l'AVO. 

Particolarmente toccanti, in chiusura, sono state le testimonianze di alcune persone che si sono trovate a dover affrontare una diagnosi di tumore o ad assistere un familiare. 
 

Tutte le informazioni sulla rete oncologica Piemonte e Valle D’Aosta sono disponibili sul sito https://reteoncologica.it/

Arianna Pronestì

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