Il Tribunale di Cuneo ha pronunciato un'importante sentenza in materia di lavoro e diritti dei dipendenti nel settore del commercio, riconoscendo ufficialmente il diritto al 3° livello del contratto collettivo nazionale del lavoro Terziario, Distribuzione e Servizi a una lavoratrice precedentemente inquadrata al 4° livello per il periodo richiesto.
La dipendente, iscritta al sindacato Uiltucs e in forza presso la società Dimar spa da circa 15 anni, aveva promosso il ricorso per rivendicare il corretto inquadramento professionale sulla base delle mansioni concretamente svolte nel tempo.
Come reso noto dalla sigla sindacale, nello specifico delle motivazioni giuridiche viene evidenziato come "il giudice ha accertato che la lavoratrice ha operato in condizioni di autonomia, svolgendo lavori richiedenti una specifica e adeguata capacità professionale ed eseguendo compiti di raccordo organizzativo, applicando e verificando le disposizioni ricevute da figure di coordinamento e controllo".
Sul fronte delle conseguenze economiche e legali della decisione, il sindacato evidenzia che "il Tribunale ha quindi riconosciuto il diritto della lavoratrice all'inquadramento al 3° livello per il periodo accertato, condannando l'azienda al pagamento delle differenze salariali corrispondenti alla differenza tra il 4° e il 3° livello per il periodo riconosciuto, oltre al pagamento delle spese processuali".
"Per noi è una soddisfazione - dichiara al nostro giornale il segretario generale della Uiltucs di Cuneo Fabio Bove - perché è la prima sentenza di questo tipo in provincia di Cuneo, questa è stata una causa promossa da noi, portata avanti da noi come Uiltucs di Cuneo, voluta fortemente, e questa vittoria non può che far piacere a noi, ma soprattutto far piacere il fatto che sia stato riconosciuto a una lavoratrice il lavoro che ha svolto per anni e che per anni invece non era stato riconosciuto dalla Dimar. Quindi siamo assolutamente soddisfatti. Non ci fermeremo qui perché chiaramente qualsiasi lavoratore, ogni lavoratore e lavoratrice che vorrà rivolgersi a noi per far valere il suo buon diritto ci troverà pronti".
Commentando l'esito del giudizio, il sindacato infatti descrive il risultato come "una vittoria che parla a tutti e a tutte", aggiungendo che "il livello non è solo una voce in busta paga", ma rappresenta "il riconoscimento della professionalità, delle responsabilità e del lavoro realmente svolto". Per questo viene rivolto un appello rivolto ai lavoratori: "se svolgi mansioni superiori, verifica il tuo inquadramento. Informati. Confrontati. Fai valere i tuoi diritti. Il tuo lavoro vale".














