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Attualità | 11 ottobre 2026, 19:20

Carles Lama e Sofia Cabruja incantano Saluzzo con concerto di pianoforte a quattro mani

Al Monastero della Stella il duo spagnolo ha conquistato il pubblico attraverso un viaggio musicale tra i grandi compositori dell'Opera. Una lunga sintonia artistica, tecnica ed empatia hanno trasformato il concerto in un'esperienza capace di coinvolgere gli ascoltatori

Fotografie di Mauro Ravera

Fotografie di Mauro Ravera

Il pianoforte a quattro mani come strumento per raccontare l'Opera, restituendone tutta la forza espressiva, la ricchezza melodica e l'intensità emotiva.

È stato questo il filo conduttore di "Divina Opera", il concerto che sabato 10 ottobre ha portato al Monastero della Stella di Saluzzo, il duo pianistico spagnolo formato da Carles Lama e Sofia Cabruja, protagonisti di una serata di grande musica, conclusa con calorosi applausi da parte del pubblico, che ha richiesto numerosi il bis. 

Organizzato dall'associazione Antidogma Musica in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, nell'ambito di Artbonus, il concerto presentato dal direttore artistico Luigi Giachino ha offerto l'occasione di ascoltare due interpreti di riconosciuta fama internazionale, capaci di trasformare il pianoforte in una vera e propria orchestra, facendo rivivere le atmosfere e i sentimenti delle più celebri pagine operistiche.

[Fotografie di Mauro Ravera]

Il programma ha attraversato epoche e sensibilità differenti, partendo da Antonio Vivaldi con "Sposa, son disprezzata" dal Bajazet e "Agitata da due venti" dalla Griselda, per proseguire con l'Ouverture da "Il Barbiere di Siviglia" di Gioacchino Rossini e la celebre "Casta Diva" dalla Norma di Vincenzo Bellini, Si è proseguito con Giacomo Puccini, con una fantasia su temi originali nella trascrizione di Adrià Barbosa, e a Camille Saint-Saëns con "Mon coeur s'ouvre à ta voix", dall'opera Sansone e Dalila.

Nella seconda parte, le composizioni ispirate a Giuseppe Verdi e Richard Wagner hanno ampliato ulteriormente il respiro del concerto, con una fantasia verdiana su temi originali, Isoldens Liebestod da Tristan und Isolde e l'Ouverture da Tannhäuser.

Oltre alla scelta del repertorio, a conquistare gli spettatori è stata soprattutto la capacità di Carles Lama e Sofia Cabruja di dialogare attraverso la musica.

Nell'esecuzione a quattro mani, ogni gesto, ogni fraseggio e ogni sfumatura nascono da un'intesa profonda, costruita in quasi quarant'anni di collaborazione. I due pianisti si muovono sulla tastiera con naturalezza e precisione, alternando potenza e delicatezza, slancio teatrale e raccoglimento lirico.

La loro interpretazione non si limita alla brillantezza tecnica: è la sensibilità con cui riescono a trasmettere le emozioni della musica a rendere l'ascolto particolarmente coinvolgente. Il pianoforte diventa così una voce capace di evocare personaggi, passioni e drammi dell'Opera, anche in assenza del canto e dell'orchestra.

L'empatia tra i due interpreti, che nella vita sono marito e moglie da 30 anni, si riflette nell'ascolto reciproco e nella capacità di costruire un racconto musicale unitario, nel quale ciascuno valorizza l'altro senza mai perdere l'equilibrio dell'insieme.

[Fotografie di Mauro Ravera]

Una sintonia che si è tradotta in un rapporto diretto con la platea, accompagnata lungo un percorso musicale ricco di contrasti e suggestioni.

Al termine, gli applausi incessanti e le numerose richieste di bis hanno testimoniato l'apprezzamento per una serata nella quale virtuosismo e sensibilità si sono uniti, confermando la forza comunicativa di un duo capace di parlare a un pubblico internazionale attraverso il linguaggio universale della musica.

Anna Maria Parola

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