Entra nel vivo il procedimento giudiziario a carico di un uomo di 60 anni residente a Benevello, chiamato a rispondere del reato di atti persecutori nei confronti dell'ex moglie.
Il dibattimento si celebra davanti al Tribunale di Asti in composizione monocratica, dinanzi al giudice Ludovico Astengo, con le indagini condotte dalla Compagnia Carabinieri di Alba e coordinate dal pubblico ministero Donato Repole.
L'inchiesta fa luce su una serie di condotte vessatorie e minacciose messe in atto a partire dall'estate 2024.
Tra gli episodi contestati figurano messaggi inviati tramite WhatsApp, tra cui la frase "Io non dimentico", che richiamavano esplicitamente un grave precedente risalente all'agosto 2015. In quell'occasione l'imputato era finito al centro di un procedimento penale — conclusosi in primo grado nel 2018 con una condanna a venti giorni e successivamente in appello nel 2022 con una declaratoria di non doversi procedere per remissione di querela — per aver aggredito la coniuge e per aver minacciato di dare fuoco all'abitazione di famiglia dopo averne cosparso il pavimento di benzina.
Nel capo d'imputazione rientrano anche comportamenti persecutori messi in atto nell'agosto 2024, in questo caso per strada, presso l’abitazione della donna. L'imputato avrebbe ripetutamente rallentato la marcia della propria autovettura avvicinandosi all’ex moglie con fare intimidatorio, per poi arrivare a bloccarla mentre era a bordo della sua vettura, colpendone il finestrino con un pugno. Azioni che, secondo la querela presentata dalla parte lesa assistita dall'avvocata Chiara Vecchio del foro di Asti, avrebbero ingenerato nella vittima un profondo stato di ansia e paura, costringendola a lasciare temporaneamente l'abitazione. L'uomo è difeso dall'avvocato Roberto Ponzio.














