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Attualità | 26 ottobre 2026, 06:50

Il vescovo di Alba alla manifestazione contro il caporalato: "Il bracciante viene prima della bottiglia di vino"

Marco Brunetti è intervenuto in piazza ad Alba, alla manifestazione contro lo sfruttamento del lavoro nei territori di Langa e Roero, con associazioni, sindacati e Caritas diocesana

Il vescovo di Alba marco Brunetti nel suo intervento alla manifestazione

Il vescovo di Alba marco Brunetti nel suo intervento alla manifestazione

"Il caporalato che sfrutta non è solo un reato, è un'offesa a Dio e all'uomo". Lo ha detto il vescovo di Alba, Marco Brunetti, intervenendo alla manifestazione contro il caporalato nei territori di Langa e Roero, che si è tenuta ad Alba nel pomeriggio di sabato 24 ottobre. Al corteo hanno partecipato associazioni, sindacati e la Caritas diocesana.

Rivolgendosi ai lavoratori delle vigne, il vescovo ha ricordato le parole di Papa Francesco, "Otteniamo la dignità dal lavoro", e il passaggio della Laborem Exercens di San Giovanni Paolo II secondo cui il lavoro è un bene "degno, corrispondente alla dignità dell'uomo". Da qui la conclusione: "Rubare lavoro dignitoso significa rubare dignità. La persona viene prima del profitto, il bracciante prima della bottiglia di vino".

Accanto alla paga ingiusta, Brunetti ha indicato il problema degli alloggi: "Molti di voi dormono in baracche o auto, senza acqua né riscaldamento. La casa non è un lusso: è parte della dignità del lavoro". Il vescovo ha ricordato quanto già fanno la Chiesa e le istituzioni. La Caritas gestisce da anni, con i volontari, il dormitorio di via Pola. La diocesi e le parrocchie hanno messo a disposizione alloggi per migranti e persone in emergenza abitativa. I Frati minori Piemonte ospitano e seguono decine di giovani lavoratori. Il Comune di Alba apre un dormitorio di emergenza nei mesi invernali. "Nonostante tutto ciò i posti sono ancora pochi e non bastano", ha detto.

Di qui l'appello a un impegno condiviso: "Noi ci siamo. La Chiesa, la Caritas, le parrocchie ci sono. Ma dobbiamo intervenire tutti, con progetti che coinvolgano tutte le parti in causa per politiche sociali strutturali e durature, per tutte le stagioni dell'anno e non solo per l'inverno".

Brunetti ha poi invitato i braccianti a "non perdere la speranza" e a unirsi: "Alzate la voce, pretendete contratti regolari, contributi, giorni di riposo. Non siete soli: sindacati, Chiesa e società civile sono con voi". Il vescovo ha aggiunto che "probabilmente la maggioranza delle aziende vitivinicole assume direttamente e garantisce salari giusti". A quella parte, "fosse anche minima", che non rispetta la dignità del lavoro, ha chiesto "trasparenza e filiere etiche".

Alle istituzioni ha chiesto "controlli veri, piani abitativi, permessi di soggiorno rapidi". Ha indicato anche tre direttrici per l'integrazione: politiche lungimiranti e di governo, investimenti su tutela, inclusione e partecipazione, impegno concreto per cittadinanza, radicamento sociale e integrazione.

In chiusura Brunetti ha citato le parole rivolte da Papa Leone ai migranti a Tenerife lo scorso giugno, "L'accoglienza apre la porta, l'integrazione aiuta a varcare la soglia", e ha concluso: "Andiamo avanti, con coraggio, perché la dignità non si svende: si difende".

redazione

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