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Attualità | 28 ottobre 2026, 07:58

Alba, il teatro per tutti a 10 euro a domenica: parte il laboratorio di maschere allo Spazio Döm

L'Oucloupo chiama a raccolta i cittadini il 8 novembre per un percorso su teatro fisico, creatività e identità culturale

Alba, il teatro per tutti a 10 euro a domenica: parte il laboratorio di maschere allo Spazio Döm

L’OUCLOUPO (Ouvroir de Clown Potentiel – Opificio di Clown Potenziale), grazie alla collaborazione con SPAZIO DÖM e col patrocinio della Città di Alba, a ottobre ha inaugurato un laboratorio di formazione e creazione teatrale tenuto da Giovanni Foresti e Paola Omodeo Zorini e rivolto a tutti i cittadini e le cittadine maggiorenni che intendano scoprire, conoscere o approfondire il gioco del teatro attraverso le maschere e l’improvvisazione. 

I giullari medievali, che viaggiavano e si incontravano fra loro parlando lingue o dialetti diversi (Pulcinella il napoletano, Arlecchino il bergamasco, Pantalone il veneziano, ecc.), utilizzavano un linguaggio universale comprensibile ovunque e che permetteva agli attori di improvvisare insieme, a partire da canovacci condivisi. Questo “linguaggio”, che è alla base della Commedia dell’Arte, prevedeva una piena consapevolezza dell’uso dello spazio scenico e la conoscenza di tecniche come l’ascolto del pubblico, il gioco degli sguardi, il tempo d’arresto.

Durante il laboratorio si esploreranno i codici di questo linguaggio universale e, parallelamente, si lavorerà sulla Maschera neutra, terreno di studio del “teatro fisico” secondo Jacques Lecoq (1921-1999). Un attore, un’attrice, devono saper entrare in un “personaggio” con tutto il corpo: secondo la pedagogia del teatro fisico, dal corpo ha origine l’azione, voce compresa; la pulizia del movimento è dunque fondamentale non solo nel lavoro attoriale in tutte le sue declinazioni (teatro, cinema, performance…), ma anche nella preparazione del corpo a indossare altre maschere: da quelle della Commedia dell’Arte fino alla più piccola del mondo, il naso rosso dei Clown, che apre la strada alla pedagogia del “fiasco” in cui la neutralità del volto è imprescindibile.

Infine si condurrà una ricerca sulle maschere del disegnatore e illustratore statunitense Saul Steinberg (1914-1999), sperimentando la versatilità e la libertà di creazione e improvvisazione che queste consentono: ciascun/a partecipante disegnerà e costruirà le proprie maschere e insieme se ne esploreranno le potenzialità durante le improvvisazioni.

Al laboratorio possono partecipare persone maggiorenni motivate, di qualsiasi nazionalità. Il percorso è rivolto sia a professionisti/e dello spettacolo sia a chiunque presenti una forte motivazione verso questo lavoro, anche a chi crede di non aver nessun “talento” per il teatro. Non è necessario conoscere perfettamente la lingua italiana.

Il percorso proseguirà se domenica 8 novembre si raggiungerà il numero minimo di 20 iscritti. In caso contrario, si concluderà alla fine della giornata stessa.

Il prossimo incontro sarà dunque domenica 8 novembre, dalle 10 alle 18, allo Spazio Döm di via Giacosa 7/A, Alba. Gli appuntamenti successivi saranno le domeniche 13 dicembre, 10 e 24 gennaio e 7 febbraio. Il percorso ha un costo simbolico di 50 euro (10€ per ogni domenica).

Indice degli argomenti

• La Maschera neutra: neutralità, energia, ritmo, ascolto, coro; gli elementi.

• Tecniche di improvvisazione: ascolto del pubblico, tempo d’arresto, gioco degli sguardi.

• Il corpo interpreta i diversi caratteri delle maschere.

• Le maschere di Saul Steinberg: costruzione della propria maschera e improvvisazione.

• Il Carnevale: dagli antichi rituali alle improvvisazioni organizzate, alla scrittura scenica.

Il lavoro sulla maschera è interessante sia ai fini della formazione teatrale, sia perché stabilisce una connessione fra il teatro e il Carnevale, una festa popolare che da molti decenni è trascurata in gran parte d'Italia, quando potrebbe essere un momento di condivisione artistica, ludica e rituale a misura di bambino e con profonde radici nella storia e nella cultura del nostro Paese. 

In un periodo storico dominato da guerre, crisi e forti preoccupazioni per il futuro, per il ruolo dell'IA, per l'impatto di nuovissime tecnologie sulle persone più giovani e non solo, questo laboratorio intende essere un contributo all'azione sociale e culturale dello Spazio Döm indirizzato anche al recupero di tradizioni come il Carnevale che sono parte integrante della nostra identità culturale. Essere inclusivi e accogliere altre culture non significa rinunciare alla propria. Conoscere l’inglese non vuole dire che bisogna dimenticare l’italiano o il piemontese. Festeggiare Halloween non vuol dire che non si deve più festeggiare il Carnevale. 

Il Laboratorio di Maschere allo Spazio Döm è un progetto popolare che, grazie a un costo simbolico, vorrebbe aggregare un buon numero di persone attorno alla progettazione e alla creazione di una festa di Carnevale. Secondo Sant’Agostino e altri autori dell’antichità, durante alcune feste si poteva impazzire (Semel in anno licet insanire, “una volta all’anno è lecito impazzire”), ovvero "uscire da sé stessi” per trasformarsi in qualcosa di diverso da sé, e questa idea di follia, di uscita da sé, di trasformazione, è stata ereditata dal Carnevale, una festa in cui si possono lasciare a casa le maschere che si portano di solito per indossarne altre, forse persino più vere. 

L’idea dunque, se il numero dei partecipanti e la loro costanza nel tempo lo permettessero e se, date queste condizioni, ci fosse una risposta a livello territoriale, sarebbe di realizzare un Carnevale con taglio teatrale che veda la partecipazione di diverse realtà locali, tra cui scuole di teatro, compagnie, associazioni culturali, scuole primarie e secondarie. 

 

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