Roma, 28 ottobre 2026 – Una svolta storica per l'artigianato italiano. Dopo oltre quarant'anni, la legge quadro che disciplina il settore si prepara a cambiare, aprendo una nuova stagione per milioni di imprenditori e per l'intero sistema produttivo nazionale. Ad annunciarlo è stata oggi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta all'Assemblea nazionale di Confartigianato Imprese, svoltasi all'Auditorium della Conciliazione di Roma, alla presenza del presidente nazionale Marco Granelli e dei rappresentanti del sistema confederale provenienti da tutta Italia.

La premier ha annunciato che il Consiglio dei ministri, convocato nella stessa giornata, approverà il decreto di riforma della legge quadro sull'artigianato dell'8 agosto 1985, accompagnato da disposizioni nella Legge di Bilancio per consentire alle imprese artigiane di crescere senza perdere la propria identità.
"Crescere non significherà più doversi snaturare", ha sottolineato Meloni, illustrando uno dei principi centrali della riforma: un'impresa che nasce artigiana e mantiene tale qualifica per almeno sette anni potrà conservarla anche aumentando il numero dei propri collaboratori, con particolare attenzione alle maestranze e agli apprendisti.
Una novità di portata storica, che raccoglie una delle principali richieste avanzate da Confartigianato e punta a superare i vincoli di una normativa risalente a oltre quattro decenni fa, quando il contesto economico, produttivo e competitivo era profondamente diverso da quello attuale.
A testimoniare l'importanza dell'appuntamento, una folta delegazione di Confartigianato Cuneo, guidata dalla presidente Daniela Balestra, insieme ai vicepresidenti Michele Quaglia, con funzione di vicario, e Davide Merlino, e al direttore generale Joseph Meineiri.

Presenti anche Luca Crosetto, past president di Confartigianato Cuneo, oggi presidente della Camera di commercio di Cuneo e delegato nazionale di Confartigianato Imprese per l'Europa, e Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte.
La partecipazione della rappresentanza cuneese assume un significato particolare in un territorio nel quale l'artigianato costituisce una componente fondamentale dell'economia, della coesione sociale e dell'identità delle comunità locali.

Una riforma che riconosce il diritto delle imprese a crescere
La revisione della legge quadro rappresenta un passaggio decisivo per aggiornare le regole alle trasformazioni dell'economia contemporanea. Non soltanto una semplificazione normativa, ma un cambiamento di prospettiva: la crescita dimensionale non deve più essere considerata incompatibile con la natura artigiana dell'impresa.
Il provvedimento annunciato prevede una riduzione degli adempimenti burocratici e una maggiore libertà nell'organizzazione delle attività produttive, amministrative e gestionali, anche in sedi e territori differenti. Rimane centrale il principio della prevalenza del lavoro rispetto al capitale, elemento distintivo dell'identità artigiana e fondamento del riconoscimento costituzionale previsto dall'articolo 45.
La riforma risponde così all'esigenza di accompagnare imprese che oggi innovano, esportano, investono in tecnologia, creano occupazione e competono sui mercati internazionali, senza costringerle a rinunciare alla propria qualifica per effetto della crescita.
"È un passaggio che possiamo definire storico – commenta la presidente di Confartigianato Cuneo, Daniela Balestra –. Dopo oltre quarant'anni si apre finalmente la possibilità di superare un'impostazione normativa che rischiava di trasformare la crescita in un limite anziché in un'opportunità. Le nostre imprese devono poter investire, assumere, innovare e conquistare nuovi mercati, mantenendo la propria identità artigiana. È un riconoscimento importante per chi ogni giorno crea valore, lavoro e sviluppo nei nostri territori".
"Questa svolta – prosegue Balestra – è anche il risultato del lavoro di rappresentanza portato avanti con determinazione da Confartigianato a tutti i livelli. Ora sarà fondamentale accompagnare il percorso attuativo della riforma affinché i principi annunciati si traducano in strumenti concreti, efficaci e realmente accessibili alle imprese".

Giovani, competenze e innovazione: l'artigianato come scelta di futuro
Accanto all'annuncio della riforma, il discorso della presidente del Consiglio ha posto al centro un'altra sfida fondamentale: garantire un futuro all'artigianato attraverso le nuove generazioni.
Meloni ha richiamato la necessità di una svolta culturale che restituisca piena dignità alla formazione tecnica e professionale, superando l'idea che i mestieri artigiani rappresentino percorsi di seconda scelta. Al contrario, il sapere manuale, la competenza tecnica, la creatività e la capacità di innovare costituiscono risorse strategiche per il futuro del Made in Italy.
In questa direzione si inseriscono il Liceo del Made in Italy, la riforma dei percorsi formativi 4+2 e il rafforzamento degli ITS Academy, strumenti pensati per avvicinare la formazione alle esigenze delle imprese e favorire l'inserimento qualificato dei giovani nel mondo del lavoro.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al passaggio generazionale nelle botteghe e nei laboratori, attraverso misure che incentivano la trasmissione delle competenze dai maestri artigiani ai giovani under 35.
"Il futuro dell'artigianato – sottolinea Balestra – passa necessariamente dai giovani. Dobbiamo riuscire a trasmettere loro non soltanto competenze e conoscenze, ma anche l'orgoglio di scegliere un mestiere, di costruire qualcosa con le proprie mani e con il proprio ingegno. L'artigianato non è un'eredità da custodire immobile: è un patrimonio vivo, capace di evolvere e di offrire straordinarie opportunità professionali e imprenditoriali".

Credito, competitività e tutela del Made in Italy
Nel suo intervento, Meloni ha affrontato anche le principali questioni che incidono sulla competitività delle piccole imprese.
Sul fronte dell'accesso al credito, ha richiamato il rilancio di Artigiancassa, attraverso un modello di collaborazione pubblico-privata che coinvolge Mediocredito Centrale, associazioni di rappresentanza e Confidi, oltre all'istituzione di un fondo iniziale da 50 milioni di euro per sostenere investimenti e progetti di sviluppo aziendale.
Ampio spazio è stato dedicato alla difesa dell'autenticità delle produzioni artigiane, con il richiamo alle norme che riservano l'utilizzo delle denominazioni «artigianato» e «artigianale» alle imprese in possesso dei requisiti previsti, e al riconoscimento europeo delle Indicazioni Geografiche Protette per i prodotti artigianali e industriali non alimentari.
Sul versante dell'innovazione, la premier ha ricordato gli strumenti di sostegno agli investimenti, dalla Transizione 5.0 alla Nuova Sabatini, evidenziando la necessità di accompagnare anche le realtà di minori dimensioni nei processi di digitalizzazione, efficientamento energetico e apertura ai mercati internazionali.
Non è mancato il riferimento al costo dell'energia, indicato come una delle priorità dell'azione di Governo per tutelare la competitività del sistema produttivo.

Ottant'anni di Confartigianato, una nuova stagione per le imprese
L'Assemblea nazionale ha assunto un valore ancora più significativo nell'anno in cui Confartigianato celebra gli ottant'anni dalla propria fondazione, avvenuta nel 1946, nel pieno della ricostruzione del Paese.
Un anniversario che guarda non soltanto alla storia, ma soprattutto al futuro di un sistema imprenditoriale capace di coniugare tradizione e innovazione, radicamento territoriale e apertura al mondo.
Meloni ha definito gli artigiani «beni culturali viventi», riconoscendo il loro ruolo non solo economico, ma anche sociale e culturale: ogni bottega rappresenta un presidio di comunità, un luogo di trasmissione dei saperi e un elemento fondamentale dell'identità italiana.
Un messaggio che trova particolare riscontro nella realtà della provincia di Cuneo, dove il saper fare artigiano rappresenta una risorsa essenziale per la vitalità dei territori e per la capacità del sistema economico di affrontare le trasformazioni in corso.
"L'annuncio di oggi segna un punto di svolta, ma soprattutto indica una direzione – conclude Balestra –. Vogliamo un artigianato libero di crescere, capace di attrarre giovani, valorizzare le competenze, investire nelle nuove tecnologie e continuare a essere protagonista dello sviluppo economico e sociale. Dopo quarant'anni, si apre una nuova stagione. La sfida è trasformare questa opportunità in futuro concreto per le nostre imprese e per le nuove generazioni".














