Il Comune di Alba si prepara a entrare in due Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer), aprendo nuove possibilità per la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili. Una scelta che guarda ai futuri impianti fotovoltaici e alle utenze comunali, ma che punta anche a incoraggiare cittadini, imprese e associazioni a partecipare a un modello energetico capace di generare benefici economici, ambientali e sociali. Il percorso è stato illustrato dall'assessore Roberto Cavallo durante la seconda commissione consiliare di martedì 27 ottobre, in vista del passaggio in Consiglio comunale.
Le due realtà individuate sono la Cer Solidale Alba, Langhe e Roero, nata da un progetto promosso dalla Croce Rossa Italiana, comitato di Alba, e la Cer Roero, costituita nel 2024 su iniziativa di venti Comuni e oggi partecipata da trenta amministrazioni locali e oltre mille soci tra cittadini, imprese, enti e associazioni.
La prima è legata al progetto di riqualificazione energetica della sede della Croce Rossa di via Ognissanti, sostenuto dalle Fondazioni CRC e CRT, e intende sviluppare una rete di produzione e condivisione dell'energia radicata nel territorio albese. La seconda, presieduta da Daniele De Maria, ha già avviato un percorso più ampio nel Roero e prevede di destinare il 10% degli incentivi riconosciuti alla comunità a iniziative sociali, tra cui il contrasto alla povertà energetica e l'educazione ambientale nelle scuole.
Cavallo ha ripercorso l'iter avviato dopo un precedente confronto in commissione, quando era stata sollecitata una valutazione delle comunità energetiche alle quali il Comune avrebbe potuto aderire. L'amministrazione ha quindi pubblicato una manifestazione di interesse tra il 13 marzo e il 13 aprile 2026, alla quale hanno risposto le due CER. Una commissione tecnica comunale ha esaminato la documentazione e ne ha riconosciuto l'idoneità, consentendo alla Giunta di approvare l'indirizzo favorevole all'adesione il 3 settembre.
L'assessore ha spiegato che il Comune non dovrà sostenere nuovi oneri economici per entrare nelle comunità. Eventuali quote associative saranno infatti compensate attraverso i benefici riconosciuti sulle bollette. L'adesione, inoltre, non comporterà l'obbligo di destinare immediatamente tutte le utenze comunali alle CER: sarà possibile individuare progressivamente i contatori da coinvolgere, distinguendo tra consumi e produzione di energia.
"Potremo da quel momento decidere dove allacciare i nostri contatori, sia in produzione che in consumo", ha spiegato Cavallo, sottolineando come l'adesione rappresenti soprattutto un'opportunità per i futuri interventi sugli immobili pubblici. Il Comune dispone già di contratti per la fornitura di energia elettrica, ma potrà valutare l'inserimento nelle comunità energetiche di nuove utenze e nuovi impianti fotovoltaici, beneficiando dei meccanismi di incentivazione previsti.
Durante il confronto, il commissario Lorenzo Paglieri ha chiesto chiarimenti sui costi associativi e sulla convenienza effettiva per l'amministrazione, considerando i contratti energetici già in essere. Cavallo ha precisato che la quota di 3mila euro prevista per i soci fondatori di una delle comunità non riguarda il Comune, che aderirà come nuovo partecipante. Ha inoltre ricordato che il vantaggio economico potrà concretizzarsi soprattutto attraverso nuovi contatori e futuri impianti, senza interferire con gli obblighi contrattuali esistenti.
Un altro intervento ha riguardato la possibilità di partecipazione dei privati e dei condomìni. L'assessore ha confermato che anche cittadini e utenze domestiche possono aderire alle comunità energetiche, illustrando le opportunità legate all'installazione di pannelli fotovoltaici e alla condivisione dell'energia prodotta.
Per Cavallo, tuttavia, il valore dell'iniziativa non si esaurisce nel possibile risparmio sulle bollette comunali. L'ingresso dell'amministrazione nelle due CER avrà anche una funzione di sensibilizzazione, contribuendo a far conoscere uno strumento ancora poco diffuso e a incoraggiare la partecipazione del territorio. La scelta non impedirà inoltre al Comune di aderire in futuro ad altre comunità energetiche.
La proposta, già approvata dalla Giunta come indirizzo, sarà ora sottoposta al Consiglio comunale per completare il percorso istituzionale. L'obiettivo è creare le condizioni per utilizzare progressivamente le comunità energetiche nella gestione del patrimonio pubblico e, allo stesso tempo, favorire una maggiore diffusione dell'energia rinnovabile tra cittadini e attività economiche.














