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Agricoltura | 04 novembre 2026, 08:12

Coldiretti Cuneo: niente fondi UE a chi sfrutta i lavoratori agricoli

In delegazione a Bruxelles al fianco dell'EFFAT contro il tentativo di cancellare la condizionalità sociale dalla Pac 2028-2034

Coldiretti Cuneo: niente fondi UE a chi sfrutta i lavoratori agricoli

Una delegazione di giovani della Granda, insieme ad altri imprenditori agricoli under 35 provenienti da tutto il Piemonte, è scesa in piazza a Bruxelles, al fianco dell'EFFAT, per difendere la condizionalità sociale nella futura Politica agricola comune 2028-2034, insieme a Romano Magrini, responsabile nazionale Lavoro di Coldiretti, e Arianna Giuliodori, direttrice di Coldiretti Bruxelles. Una conquista di civiltà che si vorrebbe cancellare, anche con il sostegno complice del Copa, presieduto da Massimiliano Giansanti, aprendo la strada all'erogazione di fondi europei anche a chi viola i diritti dei lavoratori e alimenta la concorrenza sleale ai danni delle imprese agricole oneste.

"I soldi degli agricoltori europei non possono finire nelle tasche di chi sfrutta i lavoratori. Sarebbe un regalo a chi pratica il caporalato e il lavoro nero e uno schiaffo alla stragrande maggioranza delle imprese agricole che rispettano le regole", dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.

"Non accetteremo passi indietro su una battaglia di legalità che Coldiretti porta avanti da sempre, a partire dal sostegno alla legge contro il caporalato del 2016. La PAC deve premiare chi produce nel rispetto dei diritti, non chi fa concorrenza sleale sfruttando il lavoro", aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.

Compie dieci anni la legge sul caporalato, alla cui approvazione Coldiretti ha dato un contributo fondamentale con il suo Osservatorio Agromafie, per tutelare la dignità del lavoro e contrastare le infiltrazioni criminali nelle filiere produttive. Un anniversario macchiato dalla scelta dell'UE, che ha compiuto un pericoloso passo indietro, cancellando la condizionalità sociale dalla nuova Politica agricola comune e slegando la possibilità di ottenere i fondi agricoli dal rispetto delle norme relative alle condizioni di lavoro e di impiego dei lavoratori agricoli, incluse quelle sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro.

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