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Attualità | 05 novembre 2026, 09:38

Venasca celebra il 4 novembre nel ricordo dei Caduti e con un messaggio di pace

Alla cerimonia per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate hanno partecipato amministratori, associazioni, autorità e gli studenti delle scuole

Venasca celebra il 4 novembre nel ricordo dei Caduti e con un messaggio di pace

Nella mattinata di mercoledì 4 novembre Venasca ha celebrato la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate con la tradizionale commemorazione dei Caduti in guerra. La cerimonia si è svolta sotto l’ala di piazza Caduti e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni locali e del mondo della scuola. Per l’amministrazione comunale erano presenti il sindaco Silvano Dovetta, il vicesindaco Maurizio Madala e alcuni consiglieri comunali, accompagnati dal gonfalone del Comune. Le autorità militari locali erano rappresentate dal Luogotenente Carica Speciale Giovanni Frattasi, alla guida della Stazione Carabinieri di Venasca. Hanno preso parte alla commemorazione anche i rappresentanti del Gruppo Alpini, del Gruppo ADAS, della Protezione Civile e dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Sezione Venasca-Brossasco.

Una parte significativa della cerimonia è stata affidata alle studentesse e agli studenti del plesso di Venasca dell’Istituto Comprensivo Venasca-Costigliole Saluzzo, presenti insieme alla dirigente scolastica, professoressa Maria Angela Aimone. I ragazzi hanno condiviso alcuni contributi dedicati alla pace e alla necessità di porre fine alle guerre, preparati in classe attraverso un percorso di riflessione svolto con i loro insegnanti.

Dopo il momento dedicato al ricordo e al raccoglimento, il parroco di Venasca don Federico Riba ha impartito la benedizione ai presenti.

Nel corso del suo intervento, il sindaco Silvano Dovetta ha richiamato proprio il valore della pace, collegandolo al significato dell’Unità Nazionale e alla responsabilità che ogni comunità è chiamata ad assumersi nella costruzione del bene comune: «Il pensiero più importante va alla pace. È il bene più grande per l’umanità, perché permette alle persone di vivere al sicuro, ai bambini di crescere, alle famiglie di progettare il domani. Dove c’è la guerra, tutto questo viene spezzato. Restano morti, feriti, case abbandonate e sofferenze che continuano per generazioni.

Per questo la ricerca della pace deve impegnare tutti. I governi e gli organismi sovranazionali hanno il dovere di mettere in campo ogni sforzo per fermare i conflitti e trovare soluzioni attraverso il dialogo e la diplomazia. La pace deve essere un diritto per tutti i popoli. Nessuno può essere considerato meno degno di vivere senza la paura delle armi.

Anche noi cittadini abbiamo una parte da svolgere. Il modo in cui affrontiamo un contrasto, ascoltiamo un’opinione diversa o ci occupiamo di chi è in difficoltà contribuisce alla qualità della convivenza. Sono comportamenti che si imparano e che chiedono coerenza, soprattutto a chi ha responsabilità pubbliche.

Questa è anche la Giornata dell’Unità Nazionale. Un richiamo a ciò che tiene insieme il nostro Paese, pur nelle differenze tra territori, idee e tradizioni. Possiamo discutere, avere posizioni lontane e confrontarci anche con fermezza. Rimane però una responsabilità comune verso l’Italia e verso le persone che la abitano.

Qui in montagna sappiamo quanto sia importante lavorare insieme. I servizi, la cura del territorio e le opportunità per chi vuole continuare a vivere nei nostri paesi richiedono collaborazione. A Venasca e in valle Varaita questo impegno viene da lontano. Lo portano avanti i Comuni, le associazioni, i volontari e tante persone che dedicano tempo ed energie alla comunità.

È un lavoro da proseguire con convinzione. I problemi di un paese riguardano spesso anche quelli vicini. Affrontarli insieme permette di trovare risposte migliori e di dare più forza alle esigenze della montagna. Anche così si costruisce l’unità: assumendosi una parte di responsabilità per il bene comune».


 

cs

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