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Cronaca | 06 novembre 2026, 12:07

Va a prendere la pizza e incontra il rivale d'amore, ma viene pestato: due condanne

La vittima, colpita con un pugno al volto, ha riportato un trauma cranico. Oggi, il giudice monocratico di Cuneo, ha inferto 6 mesi di carcere - pena sospesa- per entrambi gli imputati

L'aula del Tribunale di Cuneo dove si è celebrato l'odierno processo

L'aula del Tribunale di Cuneo dove si è celebrato l'odierno processo

Doveva solo ritirare una pizza da asporto, invece si è ritrovato al centro di un pestaggio nato per motivi di gelosia. Si è chiuso con due condanne a sei mesi di reclusione, con pena sospesa, il processo per lesioni personali aggravate che vedeva imputati, davanti al giudice del Tribunale di Cuneo, Elisabetta Meinardi, A. C., giovane di origini marocchine, e F.H., cittadino egiziano. Per un terzo uomo, anche lui finito a citazione diretta a giudizio, il reato è stato dichiarato estinto a seguito del decesso.

La vicenda risale alla sera del 6 agosto 2022. La persona offesa — che non si è costituita parte civile nel processo — era andata a prendere da mangiare al ristorante "Rio Calima", locale di Dronero, oggi chiuso. Lì avrebbe incrociato A.C, con il quale i rapporti erano tesi da tempo: l'uomo lo riteneva infatti responsabile di alcune condotte moleste nei confronti della moglie.

Dalle parole si è passati rapidamente ai fatti. Tra i due sarebbe scoppiata una discussione degenerata in una colluttazione alla quale si sarebbero aggiunti subito dopo i due coimputati e un quarto soggetto che non è mai stato, però identificato. La vittima sarebbe stata colpita con un pugno al volto che gli ha provocato un trauma cranico con prognosi di 5 giorni. Nella lite è finito anche il cugino della persona offesa, intervenuto per cercare di difenderlo. Da qui la contestazione del reato di lesioni con l'aggravante di aver agito in più persone riunite.

Durante la requisitoria, il pm Lugi Dentis aveva chiesto pene più severe: 10 mesi di reclusione per A.c. e 9 mesi per l'altro imputato, sostenendo la piena credibilità della vittima e dei testimoni, confermata anche dalle annotazioni dei Carabinieri intervenuti sul posto e dalla deposizione della moglie della persona offesa.

Diversa la ricostruzione del difensore, l'avvocato Enrico Gallo, che nell'arringa ha sollecitato l'assoluzione e, in subordine, le attenuanti generiche e il minimo della pena visto che entrambi sono incensurati. Il legale ha messo in dubbio l'attendibilità dei testi, in particolare sul presunto ruolo del terzo imputato: un uomo di 60 anni, già all'epoca gravemente malato, che a detta della difesa non avrebbe mai potuto partecipare a un'aggressione fisica contro dei giovani.

Il giudice Elisabetta Meinardi ha concesso le attenuanti generiche equivalenti alla contestata aggravante delle più persone riunite, fissando la condanna per entrambi a 6 mesi con la sospensione condizionale.

"Prendo atto che le richieste della difesa sono state parzialmente accolte in ordine alla pena, determinata in misura inferiore rispetto alle richieste del pm — ha dichiarato l'avvocato Gallo al termine dell'udienza — e mi riservo di valutare l'appello quando sarà depositata la motivazione".

Angela Panzera

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