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In&Out | 28 aprile 2019, 07:50

Dalla Granda all'Australia, sola andata: ecco l'avventura (sempre più grande) di Giulia e Luca

"Per ora, l'idea di rientrare in Italia non è nei programmi, soprattutto quando davanti a un mappamondo fantastichiamo su quanti paesi abbiamo ancora da visitare"

Giulia Boetti e Luca Minetti

Giulia Boetti e Luca Minetti

- Partiamo dall'inizio. Perché avete deciso di spostarvi a vivere in Australia?

L'idea di viversi un esperienza in Australia piaceva ad entrambi già prima di conoscerci. Ho raggiunto Luca a Parigi - dove lui viveva e lavorava da piu di 7 anni - lo scorso gennaio con l'idea di iniziare a lavorare e stabilirmici in pianta stabile, e cosi è stato fino a una mattina di metà agosto.

Era gia da qualche mese che Luca era "saturo" se così si può dire del tanto, forse troppo, lavoro e aveva bisogno di una pausa; parlandone, la decisione di partire è arrivata praticamente da sola. E cosi facendo, l'8 ottobre abbiamo lasciato Parigi per atterrare poi l'11 gennaio a Sydney.

- In quest'anno all'estero, com'è stato costruirsi una quotidianità?

Crearsi una quotidianità, l'integrazione, l’abituarsi al nuovo posto, sono cose di cui non bisogna dimenticarsi mai .È bene ricordare, comunque, che il bello arriva dopo le paure e la domanda: “Sto facendo la cosa giusta?”.

Il bello arriva quando ci si guarda intorno ci si rende conto di quante cose si è riusciti a fare da soli, di quello che si sta costruendo e di quanto si stia crescendo. Quindi non ci sono da avere troppe preoccupazioni sul trasferimento: per quanto a volte può sembrare stressante, vale la pena seguire il proprio istinto, che è alla ricerca di qualcosa di più.

Trasferirsi è facile con un po’ di organizzazione, ma le cose poi verranno anche da sole ed è cosi che si costruisce la propria quotidianità!

- Sidney è una capitale mondiale. Che rapporto hai instaurato con gli australiani? In che modo sono diversi da noi italiani?

Essendo qui da soli tre mesi è difficile dare un giudizio. Sydney è una città molto multietnica, dove però ognuno trova in fretta il suo posto.

Parlando di lavoro, qui non importa chi sei, da dove vieni o che lingua parli, ma conta tanto quello che puoi apportare, le esperienze che hai avuto in precedenza, e non meno importante, esiste ancora una meritocrazia e se hai le giuste "skills" puoi trovare datori di lavoro che investono letteralmente su di te, e questo non può essere che un grosso incentivo. E poi, sono simpatici, cool, e la loro birra è buona!

- A inizio estate tu e il tuo compagno partirete per un viaggio intorno al mondo. Come mai questa scelta?

Per precisare, a inizio estate (qui sarà inverno) partitemo per un paio di mesi leggermente piu a nord per cercare temperature ideali e un lavoretto (le cosiddette "farm") in zone rurali per poter rinnovare il visto per il secondo anno.

Una volta rinnovato il visto, partiremo per un road trip attorno al l'Australia con il nostro 4x4 preparato appositamente per il viaggio e per l'off road per poter essere praticamente autosufficienti per alcuni mesi durante il nostro giro di circa 35000km.

Vi inviatiamo a dare uno sguardo alla pagina Instagram "twoitaliansaroundtheworld", dove pubblicheremo presto contributi day by day del nostro giro dell'Australia, e in cui già oggi raccontiamo la vita a Sydney.

- Vi manca la provincia Granda? Prevedete un ritorno in pianta stabile?

 

Qui ci sentiamo di rispondere ognuno per sé, per svariati motivi.

Per me, Giulia, la mancanza di casa si fa sentire sovente, forse per il mio carattere un po' più debole , forse perché è la prima vera esperienza lontana, o forse per il mio nipotino che vedo soltanto tramite lo schermo del telefono e non posso abbracciare.

Per me, Luca, è un po diverso, sono partito nel 2011 è non sono piu rientrato se non per brevi periodi di vacanza, week end, o prima di alcuni spostamenti lavorativi. Purtroppo nonostante la provincia Granda sia stata casa mia per 20 anni, e nonostante tutta la mi famiglia ci abiti, non ne sento davvero la mancanza, nonostante faccia sempre piacere tornare a casa... per qualche giorno! Quindi diciamo che per ora, l'idea di rientrare in Italia non è nei programmi, soprattutto quando davanti a un mappamondo fantastichiamo su quanti paesi abbiamo ancora da visitare.

simone giraudi

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