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Al Direttore | 06 agosto 2019, 18:09

Strade di montagna: "Perché non pensare ad un 'bollo' regionale che ne permetta l’uso con un introito devoluto al loro mantenimento?"

Riceviamo e pubblichiamo

Strade di montagna: "Perché non pensare ad un 'bollo' regionale che ne permetta l’uso con un introito devoluto al loro mantenimento?"

 

Il vostro “controcorrente” del 3 agosto mi dà il destro per ritornare su un argomento riferibile alle nostre terre alte.

Nello scorso secolo la Regione, tramite le Comunità Montane, ha realizzato in Piemonte centinaia, forse  migliaia,  di  chilometri di strade  per le nostre montagne, per lo più sterrate. Tutte chiuse al traffico in base alla legge regionale 45/89, se non per gli “aventi diritto” autorizzati dai Comuni.

La maggior parte di questi tragitti  sono per lo più abbandonati a se stessi, ostacolati dai rovi e dalle piante cresciute nel tempo o danneggiati  dalle piogge che ne solcano profondamente la massicciata.

Quale sia la “ratio” per cui  si fanno le strade e poi se ne impedisce il transito, è difficile da capire, posto che i danni eventualmente creati dai mezzi che potrebbero usufruirne sono certamente inferiori a quelli derivati dall’abbandono. Anzi, probabilmente un uso normale ne manterrebbe la transitabilità e la compattezza del fondo.

Un patrimonio notevole lasciato all’incuria, come purtroppo molte altre cose del passato.

Perché allora non pensare ad un “bollo” regionale che ne permetta l’uso con un introito devoluto al loro mantenimento?  Lo fanno in molti paese europei per le autostrade, applicando un adesivo sul parabrezza in modo che non sia possibile staccarlo senza distruggerlo. Un sistema semplice e pratico. 

Non lo si potrebbe fare anche in questo caso, nell'interesse generale?   

Marco Borgogno

Borgo San Dalmazzo

lettera firmata

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