Già dalla prossima settimana dovrebbero entrare i quattro nuclei famigliari, donne sole con bambini, nell’alloggio appena ristrutturato in via Martiri, nel Palazzo del Gallo di proprietà del comune. La nuova abitazione è stata aperta ufficialmente questa mattina realizzata come progetto di "social housing" finanziato dalla Fondazione Cr Cuneo ( 21 mila euro per i lavori di ristrutturazione) con fondi destinati al piano Emergenza casa, che sono finalizzati a far fronte al disagio abitativo di fasce deboli della popolazione.
Sono già al vaglio dei servizi sociali del Consorzio Monviso Solidale e della Commissione casa formata dal Consorzio stesso, Comune e Caritas di Saluzzo alcune richieste di donne sole in difficoltà, che si trovano in una situazione di sfratto esecutivo o prossimo, in condizioni sociali e economiche particolarmente disagiate.
I nuclei, che per avere la possibilità alloggiamento in questa situazione di co-housing devono essere residenti a Saluzzo (ma c’è la possibilità di valutazione anche di casi del circondario) condivideranno i locali dell’abitazione, circa 200 metri complessivi, all’ultimo piano del palazzo, composto da 4 camere da letto, due bagni, cucina, soggiorno, ampio balcone.
Per l’iniziativa l’assessore alle politiche sociali del Comune Alida Anelli, ha ringraziato la Fondazione Cr Cuneo, “che da sempre dà una mano dal punto di vista abitativo e ha dato la possibilità di tutelare le fasce deboli della popolazione quindi donne con bambini. Il Comune ha fatto una scelta politica importante: assegnare un alloggio in posizione centrale ( a lato del Duomo) che avrebbe avuto prezzo di mercato alto, per la tutelare questi nuclei della popolazione".
Tutta la casa è stata arredata completamente, dal corredo di lenzuola ai bicchieri, da cittadini saluzzesi e due dite di arredamento che hanno partecipato alla campagna social “Arredala tu”. Acquistata solo la cucina (4 mila euro) spiega Fabrizio Castellino responsabile del servizio professionale territoriale area di Saluzzo.
Le camere sono strutturate con massimo tre letti, ma verranno aumentati per esigenze diverse.
Due educatori sociosanitari si occuperanno giornalmente di monitorare la gestione della casa e un’educatrice, individuata nella persona di Monica Bergia, seguirà l’accompagnamento dei nuclei famigliari, in funzione di un inserimento al lavoro o di quello scolastico dei bambini . “E’ importante accogliere, ma si lavora per farli uscire dalla situazione di crisi in cui si trovano – affermano i referenti dei servizi sociali del Consorzio. E’ stato previsto il tempo limite di un anno nell’alloggio di social housing.
Come già avviene per le due unità abitative di via Parrà, in cui in due anni sono passate 4 famiglie.

















