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Cronaca | 03 gennaio 2021, 11:50

Carcere di Cuneo, sedato un tentativo di rivolta

L'episodio di riferisce alla notte del 27 dicembre. Per l'O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) "nel carcere di Cuneo, dove il personale ormai allo stremo delle forze è esausto, il problema è divenuto serio e incontrollato"

Carcere di Cuneo, sedato un tentativo di rivolta

Nella notte del 27 dicembre scorso, nel Carcere di Cuneo, solo la professionalità della Polizia Penitenziaria ha evitato il trascendere di un tentativo di rivolta messo in atto da due detenuti, uno straniero e un italiano, quest'ultimo già protagonista nello scorso mese di marzo della rivolta nel carcere di Modena. I due ristretti hanno completamente distrutto una camera di pernottamento, rendendola inagibile. Nel porre in atto la manifestazione di protesta e il danneggiamento, i detenuti hanno tentato di coinvolgere altri reclusi, invitandoli a emulare i loro comportamenti, senza raccogliere adesioni. Il personale è intervenuto in forza, con non pochi rischi per la propria incolumità personale.

"La Polizia Penitenziaria ancora una volta ha mostrato eccezionale professionalità e scrupolosa attenzione nell’espletamento dei compiti affidati e ci si augura che chi di dovere sappia riconoscere adeguatamente il merito al personale intervenuto", dichiara Leo Beneduci, Segretario Generale O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), che aggiunge: "Il problema del carcere di Cuneo è divenuto serio e incontrollato; i detenuti hanno probabilmente percepito una grande falla del sistema e hanno ben capito che gli agenti, all'interno dell'istituto, non hanno difese né tutele in nessuna condizione. Anzi, a dire il vero, al carcere di Cuneo gli agenti non si sentono adeguatamente tutelati nonostante la loro nota disponibilità: ne deriva dunque che a nulla vale, a questo punto, sottrarre tempo prezioso ai propri affetti, e a nulla servono le rinunce a dedicare tempo e risorse alla propria vita privata. Troppi messaggi contradditori generano 'caos' e delegittimazione del personale di Polizia Penitenziaria che sembrerebbe essere 'umiliato' per l’assenza di provvedimenti concreti intrapresi verso i detenuti: il personale è stanco di subire invettive gratuite da parte di detenuti che sembrerebbero agire in tale modo perché certi di restare impuniti. Chiediamo a gran voce che l’azione disciplinare prenda avvio e segua il suo corso, affinché i detenuti comprendano il dovere di rispettare le regole interne, e questo a garanzia generale di mantenimento di ordine e della sicurezza.   Questa situazione è intollerabile, non può più tardare la messa in atto di un energico intervento da parte dei vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, che già a livello regionale è ampiamente al corrente della grave situazione vigente nel carcere di Cuneo, dove il personale ormai allo stremo delle forze è esausto".

Redazione

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