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Ad occhi aperti | 20 giugno 2021, 08:24

Tanto potere, ma tanta responsabilità? - The Authority: Under new management

Il fumetto, la serialità televisiva e il cinema hanno fatto del genere supereroistico la “gallina dalle uova d’oro” degli anni ‘10 del XXI° secolo, modernizzando la figura dell’eroe fantascientifico per rispondere a un’unica domanda: “Come sarebbero gli eroi, se esistessero per davvero?” . Cominciamo a intravedere una risposta, e non so quanto sia elettrizzante.

The Authority

The Authority

“The Authority” (semplicemente Authority in Italia) è una serie a fumetti di genere fantascientifico-supereroistico pubblicata negli Stati Uniti dal 1999 al 2008, diventata letteralmente cult tra gli appassionati.

Ideata dallo scrittore Warren Ellis e dal disegnatore Bryan Hitch, la serie segue le gesta del gruppo di supereroi “più potente del mondo”, composto da individui dalle straordinarie capacità ma dalle esistenze profondamente in crisi: Jenny Sparks (lo spirito del XX° secolo), Jack Hawksmoore (rapito più volte dagli alieni durante l’infanzia), Apollo e Midnighter (versioni alternative di Superman e Batman, omosessuali), Swift (mutante con caratteristiche da uccello, buddhista), Engineer (più macchina che donna) e Doctor (letteralmente un tossicodipendente dotato del potere di riscrivere la realtà). Salveranno il mondo, ovviamente, ma lo faranno alle loro condizioni.

Lo ammetto: anche un anti-sportivo come il sottoscritto attendeva questi Europei di calcio come poche altre cose in questo inizio estate 2021. Il perché è presto detto, e riguarda da vicino quella che è stata la nostra vita per il passato anno e mezzo (senza contare lo spettro del prossimo inverno). Insomma, dopo l’annientamento quasi assoluto della vita sociale, le priorità e gli interessi si riscrivono completamente, lo sapete meglio di me.

Ma più pensavo che proprio da Euro2020 potesse uscir fuori materiale per questa rubrica.

Non parlo, ovviamente, di nulla che abbia a che fare in modo stretto con il calcio (e ci mancherebbe pure). Ma parlo di un personaggio che, nel calcio, è ed è stato negli ultimi anni certamente uno dei nomi più riconoscibili, se non proprio il più riconoscibile: Cristiano Ronaldo.

L’avrete vista, la fatidica intervista pre-partita, oppure ne avrete letto o sentito parlare: Ronaldo si è presentato davanti ai microfoni e ha notato la presenza di una bottiglia di Coca-Cola, sponsor della manifestazione, e l’ha rimossa sostituendola con una bottiglia d’acqua. Aggiungendo, anche: “Bevete acqua, non bevete Coca-Cola”. Risultato? Le azioni in borsa della Coca-Cola, il giorno dopo, hanno subito un’inflessione dell’1,6%.

Poco, direte. Non fosse che parliamo di una delle multinazionali più potenti del mondo. Che quello che dovrebbe essere un privato cittadino (il condizionale è d’obbligo) ha liberamente affrontato in mondovisione, sicuro di poter reggere l’urto.

Una storia che, un po’, mi ricorda quella di Fedez al Concerto del Primo Maggio (ricordate?). E che non può non farmi pensare che, come spesso accade, la realtà ha quantomeno raggiunto la fantasia: nel nostro mondo esistono già esseri dalle capacità superiori a quelle umane, e anche di molto. Sono gli influencer.

Con “The Authority”, allo scattare del XXI° secolo, Ellis e Hitch hanno cercato di dare nuova vita al genere supereroistico riportandolo – un po’ com’era successo negli anni ‘80 – a una dimensione più grezza, violenta e d’impatto. Ecco perché nella serie si affrontano innanzitutto tematiche insolite per il genere come l’omosessualità esplicita, l’affidamento a coppie di fatto, il gender-fluid, la tossicodipendenza e la religione, mettendo anche in scena situazioni particolarmente violente, e con particolare violenza.

Nel terzo capitolo della saga a fumetti, per esempio, i membri del supergruppo affrontano nientemeno che “Dio”: una creatura di origine aliena che si trova sulla Luna e che ha creato la Terra e, per accidente, la vita umana e che ora minaccia di spazzare via tutto per puro capriccio. Con la propria astronave-base, gli eroi s’insinuano all’interno del corpo della creatura e, letteralmente, le friggono il cervello.

The Authority arriva a uccidere Dio. Perché è la cosa giusta da fare, nel momento specifico, ma soprattutto perché è l’unico gruppo di persone che possiede le capacità per farlo.

Troppo potere, troppe responsabilità. Le persone giuste al momento giusto, e con le palle per fare quel che deve essere fatto (almeno dal loro punto di vista).

Certo, la Coca-Cola non mette in pericolo diretto l’intera popolazione del pianeta. Ma che Cristiano Ronaldo abbia basato una buona parte del proprio personaggio su una narrazione salutistica (anche estremizzata) è cosa nota: i due brand, perché anche con Ronaldo sia un brand è indubbio, sono in più di un senso concorrenti. L’analogia, almeno nella testa di chi scrive, esiste.

Lasciamo perdere Ronaldo per un secondo. Ma chiediamoci che cosa succederebbe se un individuo con un seguito di oltre 500 milioni di persone contattabili in meno di dieci secondi decidesse che, nella propria narrazione personale, il nemico è un’associazione solidale? O una realtà come Emergency? O una categoria di persone?

Il fumetto, la serialità televisiva e il cinema hanno fatto del genere supereroistico la “gallina dalle uova d’oro” degli anni ‘10 (e, presumo, ‘20 e anche ‘30) del XXI° secolo, modernizzando la figura dell’eroe fantascientifico per rispondere a un’unica domanda: “Come sarebbero gli eroi, se esistessero per davvero?” . Cominciamo a intravedere una risposta, e non so quanto sia elettrizzante.

simone giraudi

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