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Solidarietà | 20 settembre 2021, 10:02

Da Bene Vagienna in Benin per aiutare i bambini (Foto e video)

La storia di Paola e Andrea, e del volontariato che diventa progetto di vita

Le foto del progetto, direttamente dall'Africa

Le foto del progetto, direttamente dall'Africa

Paola e Andrea sono due giovani piemontesi. Due vite diverse, due percorsi diversi, due motivi diversi che un giorno li hanno portati a Djougou, nel Benin, in Africa. Era il 2015 quando è nato il progetto che li ha fatti incontrare al Centre d'Accueil et de Protection d'Enfants "Birim", più brevemente C.A.P.E. Birim.

Della loro storia, di come sono arrivati a “Birim” e di quanto questo abbia trasformato le loro vite, ce ne parlano direttamente loro.


Noi piuttosto raccontiamo cos’è il centro e com’è nato.

C.A.P.E. Birim è un centro di accoglienza costruito a Djougou, una delle città più grandi del Benin, situata nel nord ovest del paese. Il progetto nasce da un’idea dell'Associazione Amici dell'Africa A.D.A. Onlus che, vista la mancanza di strutture di accoglienza per bimbi orfani o con problematiche familiari, in partenariato con il Comune di Djougou e grazie al finanziamento della Comunità di Gorra di Benvagienna e di alcune famiglie piemontesi, nel 2015 ha iniziato la costruzione del Centro.

Il progetto viene affidato a Federico Dalmazzo, giovane architetto di Dogliani, che prima di tutto studia il territorio, il terreno e il sito, per poi sviluppare il progetto che vede il realizzarsi di una serie di costruzioni in terra cruda, seguendo un'etica di sostenibilità, nel rispetto della cultura tradizionale locale e dell’impatto ambientale. Al fianco di Federico c’è Maria Giovanna Del Tufo, non solo nel progetto, ma anche nella vita, che poi alla fine diventa anch’essa progetto.

Nel giro di qualche anno, il centro ha preso vita. Il suo scopo era quello di accogliere bimbi che vivono situazioni difficili e di farli crescere e studiare, rispettando la loro cultura e le loro tradizioni e offrendo loro un ambiente familiare.

Oggi, di questi bimbi a C.a.p.e. Birim, ce ne sono 30.

Attualmente, non senza qualche difficoltà, il centro è dotato di un pozzo e di pannelli solari, che garantiscono acqua potabile e energia elettrica, anche se serve una continua manutenzione e di riflesso la possibilità di reperire fondi o mano d’opera volontaria.

Ma siccome le sfide non finiscono mai, e quando si raggiunge un obiettivo giustamente si cerca di andare oltre e migliorare, al momento il progetto sta cercando di svilupparsi con l’intenzione di rendere il centro totalmente autonomo.

Da qualche tempo hanno e stanno prendendo vita una serie di attività che nel tempo potranno permettere al centro l'autosostentamento, offrendo anche possibilità di lavoro alle persone del posto e, in futuro, anche ai bambini che vi stanno crescendo.

Dall’orto, all’allevamento di polli, alla produzione di miele, tutte cose che possono essere utilizzate nella quotidianità del centro, ma anche essere vendute per aiutare a sostenere il progetto.

Certo non dobbiamo immaginarcela come se fossimo in uno qualsiasi dei nostri territori, basti pensare, come ci raccontano i nostri protagonisti, che per produrre il miele le arnie vengono portate nei boschi: chilometri su chilometri di sterrato, attaccate con del caucciù a delle moto.

Una volta se ne dovevano spostare parecchie – racconta Andrea – perché già colonizzate, non potendo fare avanti indietro con le moto, sono state caricate su una vecchia Peugeot 504, sono state coperte con delle vecchie zanzariere e così sono stati percorsi una cinquantina di chilometri, passando per il centro di Djougou, dove, ovviamente, la macchina si è fermata non volendone più sapere di ripartire. Fortunatamente ad un certo punto è ripartita, ma entrava solo la seconda, quindi i restati 20 chilometri, si sono percorsi così”.

Certo di difficoltà ce ne sono, ma i nostri ragazzi, come in questa occasione che sembra una storia tratta da una delle leggi di Murphy, non perdono mai il sorriso, la voglia e soprattutto la passione per andare avanti.

Paola, Andrea, Giovanna e Federico aprono le porte a chiunque voglia partecipare al progetto, sia sul posto che a distanza, perché come dice Paola: “questi progetti sono belli da vivere in tanti, perché insieme si può fare tanto”.

AMARANTA Progetti di Vita - info@amarantaweb.it - Facebook.com/capebirim

Per contribuire - Iban: IT27R0306946350100000000238 - 5x1000 a Amaranta CF 93058270047

Andrea Olimpi

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