Donne. Quanto contiamo? Quale cambiamento culturale e sociale possiamo contribuire a creare e promuovere?
Queste sono state alcune delle domande che ci siamo poste quando Roberta Robbione ci ha chiesto di entrare a far parte della sua squadra, perché è innegabile che la dimensione e gli interrogativi più pressanti che ci siamo poste sono stati proprio quelli relativi all’essere donne ed entrare in politica a fianco di una donna, in un contesto come quello borgarino che fino ad oggi ha visto le donne partecipare come consigliere o come assessori, ma mai come candidate sindache.
La strada per le donne è sempre stata in salita, ancora oggi la Regione Piemonte è l’unica (non a statuto speciale), che non prevede la doppia preferenza di genere nell’elezione del Consiglio Regionale, nonostantela normativa nazionale lo imponga da molti anni.
Abbiamo dunque scelto Roberta, non per il solo fatto di essere donna, ma perché è una persona in grado di rappresentare a 360 gradi la comunità di Borgo San Dalmazzo: tanti in queste settimane ci hanno incoraggiato, abbiamo scelto di non cadere nell’errore di puntare sull’essere donna come vessillo, come garanzia o ancora come strumento di scalata al potere, ma lo abbiamo scelto perché nel nostro gruppo uomini e donne capaci, può rappresentare un valore aggiunto.
Come donne cerchiamo di essere empatiche, pragmatiche, versatili ed operative in un ambiente che richiede non solo passione ma anche e soprattutto competenza per proteggere e tutelare la cosa pubblica e abbiamo riconosciuto in Roberta quelle stesse caratteristiche che ci contraddistinguono.
Le donne “Unite per Borgo”
Clelia Imberti, Elena Ferreri detta Nena, Katia Manassero, Michela Galvagno, Rita Giordano, Michela Varetto, Ivana Lovera
















