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Cronaca | 02 dicembre 2022, 07:13

Dopo una bottiglia di whisky diede in escandescenza con i Carabinieri, a processo

L'uomo, passata la sbornia, si è detto pentito del gesto e ha chiesto scusa. Ora deve rispondere di resistenza a pubblico ufficiale

Immagine d'archivio

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Aveva bevuto un’intera bottiglia di whisky e quando i Carabinieri lo raggiunsero, allertati dalla suocera, l’uomo li avrebbe minacciati. “Scendete e prendetemi a schiaffi, facciamo subito a botte così posso ammazzarvi, vi taglio la gola” queste le parole che sarebbero state pronunciate da M.S. una sera di novembre di due anni fa quando, completamente ubriaco e a petto nudo, venne fermnato a piedi in una strada isolata di Borgo San Dalmazzo.

Rinviato a giudizio con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, in tribunale a Cuneo sono stati ascoltate le voci dei militari intervenuti insieme al 118. “Quando arrivò l’ambulanza -ha riferito in aula il maresciallo- fu molto aggressivo anche con i sanitari. All’infermiera che voleva medicarlo disse di non avvicinarsi perché avrebbe ammazzato pure lei. Sinceramente ero un po’ intimorito perché continuava ad avanzare verso di me fino a venirmi a un palmo dal naso e urlava. Era più alto di me, ho temuto che mi desse una testata in fronte”.

Passata la sbornia, M.S torno in sé e consentì ai Carabinieri di identificarlo: “Ci chiese scusa- ha testimoniato un altro militare intervenuto-. Era pentito per i toni e le parole che aveva pronunciato.  Ci ha consegnato spontaneamente i documenti”.

Alla prossima udienza l’esame dell’imputato che rinnoverà le sue scuse davanti al giudice.

CharB.

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