Ieri mattina martedì 30 gennaio, nel cuneese, ma in particolare nelle zone del saluzzese e cebano sono state tante le persone che si sono fermate per strada, o si sono affacciate da finestre e balconi, richiamate da un insolito suono simile a quello di uno spostamento d’aria.
Erano tutte col naso all’insù attratte dai perfetti cerchi bianchi lasciati dalla scia di un aereo.
Tante le segnalazioni sui social attraverso foto e video e anche in mail alla nostra testata Targatocn.it, che hanno immortalato il fenomeno tra le molte domande e teorie sull’evento davvero inconsueto.
C’è chi nei commenti le ha definite, “scie chimiche” creando allarmismo.
In realtà i cerchi, dai tratti molto precisi, sono delle “scie di condensazione”: una sorta di nuvole artificiali che possono formarsi al passaggio degli aerei.
Queste nuvole sono principalmente costituite da goccioline d'acqua congelata, sotto forma di cristalli e le scie di condensazione si formano in seguito alla combinazione di umidità elevata e temperature basse, durante la quota di crociera dell’aereo, proprio com’è successo nella giornata di ieri.
Si tratta di esercitazioni aeree condotte all'interno dell'area designata come "corridoio", nota come “area R64”, che approssimativamente si estende dal Cuneese fino alla Liguria.
Già negli anni '60, durante l'epoca della Fiat Aviazione e di Aeritalia a Torino, il medesimo "spazio aereo" era impiegato per testare i mezzi aerei, fornendo un collegamento diretto fino al mare. Questa rotta è ancora funzionante oggi.
I cieli del Cuneese, che fanno parte della “area R64”, sono dedicati all'utilizzo degli aerei militari per test, collaudi e addestramento, al fine di evitare l'interferenza con il traffico aereo civile, gli ultraleggeri e altre aeromobili in volo.













