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| 04 settembre 2025, 06:05

LA SCUOLA CHE RIPARTE / Alba, crescono le iscrizioni al Liceo Scientifico “Cocito”: sui banchi con sette prime classi

La dirigente Anna Viarengo: "Non possiamo più ignorare il fatto che motivazione e apprendimento vanno di pari passo"

La dirigente scolastica Anna Viarengo – prima da sinistra, insieme ad alcune docenti dell'istituto – ci ha raccontato le principali novità in arrivo e le sfide che la scuola si appresta ad affrontare

La dirigente scolastica Anna Viarengo – prima da sinistra, insieme ad alcune docenti dell'istituto – ci ha raccontato le principali novità in arrivo e le sfide che la scuola si appresta ad affrontare

Nel cuore di Alba, il Liceo Scientifico “Leonardo Cocito” si prepara ad accogliere l’anno scolastico 2025-2026 con numeri in crescita e idee chiare. Lo fa attraverso una visione educativa che mette al centro lo studente nella sua interezza, come individuo da sostenere e da valorizzare non solo sul piano cognitivo, ma anche relazionale, emotivo e sociale. Ne abbiamo parlato con la dirigente scolastica Anna Viarengo, che ci ha raccontato le principali novità in arrivo e le sfide che la scuola si appresta ad affrontare.

Preside, partiamo dai numeri: come sono andate le iscrizioni quest’anno?

Molto bene. Le iscrizioni sono in crescita, abbiamo attivato sette classi prime. In totale, le classi sono 35, una in più rispetto all’anno precedente, segno che la nostra proposta educativa continua a incontrare l’interesse delle famiglie e dei ragazzi.
L’organico è completo?
Non ancora. Siamo partiti con 5 o 6 posti vacanti, soprattutto in alcune discipline scientifiche. La difficoltà maggiore riguarda l’assegnazione delle supplenze: quest’anno partiamo con orario ridotto in alcune classi. È un problema strutturale che, purtroppo, riguarda molti istituti a livello nazionale”.

Tra le novità di quest’anno, c’è una classe “Rondine”. Di cosa si tratta?

È una sperimentazione ministeriale a cui abbiamo aderito con convinzione. Il progetto 'Rondine' nasce per rispondere al bisogno, sempre più urgente, di benessere scolastico. La didattica resta quella tradizionale, ma cambia il metodo educativo, con una forte attenzione alla cura delle relazioni, sia tra studenti e docenti che tra studenti e studenti, e alla gestione consapevole dei conflitti.
Il progetto prevede la presenza costante di un tutor esterno: il dottor Marcello Delmondo, psicologo e psicoterapeuta con una formazione specifica, che seguirà la classe lungo tutto l’anno, lavorando sul conoscersi meglio, valorizzare le inclinazioni personali e imparare a comunicare in modo efficace.
In un’epoca di disattenzione diffusa e connessioni fragili, l’idea di formare ragazzi capaci di affrontare le sfide relazionali e globali è una presa di posizione netta: la scuola non può più limitarsi a trasmettere saperi, deve essere uno spazio in cui si impara anche a stare al mondo”.

Un altro tema attuale è il divieto ministeriale dell’uso del cellulare in classe. Come state gestendo questa transizione?

Non è semplice. I ragazzi erano abituati a usare lo smartphone anche per la didattica. Abbiamo deciso di affrontare la questione in modo costruttivo e dialogante, evitando approcci punitivi. Per esempio, abbiamo lanciato una challenge tra classi: quella più virtuosa, ovvero che riuscirà a rispettare il regolamento senza richiami, riceverà un premio. È un modo per trasformare un divieto in una sfida positiva”.

Sul fronte internazionale, cosa prevede il programma Erasmus+?

L’Erasmus è per noi una priorità assoluta. È una porta aperta sul mondo, che consente a studenti e docenti di confrontarsi con altre culture e approcci educativi.
Quest’anno partiranno cinque docenti per esperienze di job shadowing in scuole estere. Tre docenti andranno in Spagna, due in Francia tra settembre e ottobre, e a novembre ci sarà una mobilità in Repubblica Ceca per alcuni studenti del quarto anno.
Inoltre, due docenti frequenteranno corsi in lingua inglese a Budapest: un modo per rafforzare le competenze linguistiche e interculturali”.

Qual è, secondo lei, la sfida più importante per il 2025-2026?

Credo sia quella di lavorare sui ragazzi a tutto tondo. Non possiamo più ignorare il fatto che motivazione e apprendimento vanno di pari passo.
Quest’anno il collegio dei docenti ha dedicato molto tempo alla definizione degli obiettivi didattici, in un’ottica di condivisione e corresponsabilità. È un approccio che considero fondamentale: la scuola deve adattarsi ai cambiamenti sociali, alle nuove fragilità, alle diverse aspettative. Il nostro compito è creare le condizioni perché ogni studente possa sentirsi accolto, ascoltato e valorizzato. Solo così possiamo davvero fare scuola”.

L’intervista alla dirigente Viarengo restituisce un’immagine chiara: il Liceo Cocito sta cercando di essere più di un luogo di istruzione. Vuole diventare un ambiente di formazione umana, dove si coltivano competenze, sì, ma anche relazioni sane, autonomia, fiducia e cittadinanza attiva.
 

Gabriella Fazio

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