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Attualità | 24 settembre 2025, 11:34

Chiesa di San Giovanni di Saluzzo: un progetto in progress

Il cantiere interessa ora la parte absidale e la cappella marchionale. Opere di consolidamento finanziate dal PNRR: 1.725.000 euro. La fine dei lavori, eseguiti sotto l’egida della Soprintendenza in coordinamento con l’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi saluzzese, è prevista per dicembre. L'architetto Bovo ne illustra le fasi

Chiesa di San Giovanni interessata da lavori di consolidamento e restauro interno

Chiesa di San Giovanni interessata da lavori di consolidamento e restauro interno

Continuano i lavori sulla chiesa di San Giovanni, la chiesa dei marchesi di Saluzzo, “cuore pulsante” del Marchesato,  nell’alto centro storico. 

Per il procedere delle opere nella parte absidale dell’edificio,  è stata chiusa al traffico veicolare via Tapparelli e lo sarà fino al 31 dicembre prossimo, termine ultimo del cantiere. 

Le opere di consolidamento finanziate dal PNRR, per un importo complessivo di  1.725.000 euro hanno compreso anche gli studi preliminari di progettazione con  le prove diagnostiche operate sull’edificio su strutture e materiali per testare la vulnerabilità sismica della chiesa nel suo complesso, con l’elaborazione del progetto di fattibilità tecnica economica redatto dall’ing. Carlo Chiabrando.

Il lavoro è stato assegnato all’ Impresa Toselli Costruzioni di Peveragno che sta operando su una parte consistente dell’edificio. Le opere di consolidamento strutturale interessano infatti tutti i sistemi voltati della chiesa, le murature della controfacciata e quelle del suo intero perimetro costruito, tutte superfici esterne in gran parte in laterizio, con profonde lacerazioni, effetto anche delle diverse fasi di edificazione del complesso.

"Tutti questi fenomeni -  spiega l’architetto Paolo Bovo incaricato dalla Diocesi e responsabile del procedimento - sono infatti la fonte principale del degrado dell’edificio sulla quale si interviene, in quanto compromettono anche, parallelamente, i vani e le superfici interne della chiesa. L’esposizione alle intemperie delle murature danneggiate dal dissesto statico è in realtà fra le cause principali dell’umidità presente nell’edificio e agiscono provocando alterazioni dei materiali e degli intonaci, e ancora sul degrado degli elementi di pregio architettonico che ornano la chiesa, le preziose superfici decorate e gli arredi sacri ospitati nelle multiple cappelle laterali.

"Intervenire su questo complesso sistema - sottolinea l'architetto - vuol dire infatti contribuire, non soltanto a restituire una struttura con maggiori capacità strutturali ma concorrere nel tempo alla sua conservazione.

Come è possibile constatare, queste opere procedono spedite sui diversi fronti dell’edificio e una parte è già stata completata al suo interno. Sono condizionate da tempistiche ristrette e la fase di ultimazione dei lavori stabile per il dicembre prossimo, come è leggibile dai cartelli informativi affissi, a cura dell’appaltatore, al di fuori del cantiere".

In questo ultimo mese è stata avviata anche la nuova fase parallela per ultimare i restauri della cappella marchionale e che comprende,  previsto dal finanziamento e stabilito in accordo con la Soprintendenza Regionale, il consolidamento strutturale di alcune parti e il completamento del recupero delle superfici interne.

Opere  assegnate mediante una procedura negoziata senza bando con cinque partecipanti e vinta dalla ditta appaltatrice Koinè s.c.r.l. Conservazione beni culturali con sede legale a Roma (già impiegata nei precedenti restauri della cappella).

Tutte queste opere sono eseguite sotto l’egida della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, in coordinamento con l’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi, con la supervisione diretta dell’arch. Fracchia e Dott. Massimiliano Caldera della Soprintendenza con la dottoressa Sonia Damiano per la Diocesi.

"I lavori, eseguiti sul complesso del San Giovanni - continua Bovo - rinnovano l’impegno assunto da tempo dalla Diocesi di Saluzzo, retta da mosignor Cristiano Bodo, di riconsegnare alla città e alla comunità saluzzese, all’interno della Cappella Marchionale, il suo antico e prezioso coro ligneo, già oggetto dei precedenti restauri e attualmente conservato e protetto a lato dell’altare maggiore".

L'iter dei lavori 

 "Come tante altre opere di arte e storia conservate nella città, la chiesa di San Giovanni, una parte dell’antico convento domenicano del XVI sec. di pregio storico artistico e monumentale, era sino a pochi mesi fa contrassegnato, nei suoi tratti visibili, dai segni di deterioramento delle strutture e da fenomeni dovuti al consumo delle superfici e dei materiali costituenti. Sull’esterno dell’edificio erano infatti rilevabili a vista  le e condizioni multiple delle alterazioni causate nel tempo per effetto degli eventi del degrado ambientale, che è la ragione primaria del più ampio deterioramento delle strutture e del suo generale e progressivo indebolimento. Condizioni che  aggrediscono inoltre gli  apparati architettonici e quelli decorativi interni, i materiali medesimi accrescendo parallelamente il compito della manutenzione, che richiede implicitamente la partecipazione congiunta di molteplici competenze e il gravoso obbligo di compensazione".

"In tal senso, al termine degli anni 90’ quando l’ing. Giuseppe Tosti di Perugia, a Saluzzo con la sua anima sapiente, accolto dal generoso calore del Sindaco Giovanni Greco, dava corso al laboratorio di studio e di sperimentazione “Salviamo il Salvabile, il complesso monumentale del San Giovanni era stato oggetto dei casi studio presi in esame nel laboratorio e i diversi fenomeni di degrado, che affliggevano le strutture della chiesa da lungo tempo, erano diventate un momento concreto di approfondimento, nonché elementi di indirizzo ai fini di prevedere i necessari interventi di restauro conservativo".

Con l’assegnazione nel 2023 da parte del Segretario Generale del MIC delle risorse per la sicurezza sismica nei luoghi di culto - illustra il direttore dei lavori - e il restauro del patrimonio culturale Fondo Edifici di Culto (FEC), a valere sul PNRR (Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Component 3 – Cultura 4.0 (M1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale” – Investimento 2.4: Sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del FEC e siti di ricovero per le opere d’arte (Recovery Art), finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU)  si è offerta occasione, daprincipio con l’impegno della Soprintendenza regionale (dell’arch. Silvia Gazzola in collaborazione con lo studio dell’arch. Paolo Bovo) e in seguito in accordo fra il Ministero e il Vescovo Mons. Cristiano Bodo e l’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi, di portare a compimento un progetto di interventi destinato a rimediare al deterioramento della chiesa.

All’epoca risultavano da completare i restauri finanziati a cura degli Uffici della Diocesi di Saluzzo e dalla CEI (2019/2021) con opere di consolidamento delle strutture lignee (primarie e secondarie) dell’intera copertura della chiesa e del campanile e del manto di copertura, i lavori di manutenzione e di restauro conservativo e di consolidamento realizzati sulle strutture lapidee e sui manufatti di pregio artistico dell’involucro della Cappella Marchionale (area dell’abside della chiesa), nonché quelli eseguiti nel corso del 2022 con opere di restauro che avevano interessato una parte degli interni della Cappella Marchionale (fondi economici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo  Segretariato regionale per il Piemonte. 

A seguito dei nuovi accordi intervenuti nel 2023 fra il MIC e la Diocesi di Saluzzo sono dunque riprese le attività di recupero della chiesa ed è stato dato avvio effettivo alla procedura di programmazione e di progettazione delle opere di consolidamento finanziate dal PNRR. 

vilma brignone

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