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Cronaca | 23 gennaio 2026, 06:06

Accusato di aver investito una donna e non averla soccorsa, il giudice lo assolve: "Non fu lui a travolgerla per poi allontanarsi"

Il sinistro avvenne nel maggio 2021 in via Torino a Mondovì. A urtare la donna sarebbe stata una Ford grigia, ma le telecamere della zona non avevano un'inquadratura sufficientemente ampia da riprendere la scena

Il tribunale di Cuneo

Il tribunale di Cuneo

Non fu lui a investirla. A stabilirlo la sentenza del giudice, che ha assolto con formula piena il titolare dell’autolavaggio di via Torino a Mondovì, che di fronte al tribunale di Cuneo era stata chiamato a comparire con l'accusa di lesioni colpose e omissione di soccorso

Nei suoi confronti la Procura aveva chiesto la condanna e la vittima, una 40enne di origine congolesi, costituitasi parte civile, aveva chiesto un risarcimento danni di oltre 130 mila euro e una provvisionale di 60mila.

Era il 15 maggio 2021 quando la donna venne investita in via Torino, trovata e soccorsa da alcuni passanti riversa sul lato sinistro della carreggiata in direzione Mondovì.

Come emerso nel corso dell’istruttoria,  però, le telecamere di videosorveglianza non avevano un’inquadratura sufficientemente ampia da permettere di riprendere la zona dell’investimento.
Accusato di averle travolto la donna e quindi di non averle prestato soccorso era stato proprio il giovane che gestisce l’autolavaggio commerciale. “Ero stato io a chiamare l’ambulanza”, si era difeso nel corso del suo esame rigettando le accuse.

Quella mattina, come spiegato al giudice, stava occupandosi di un lavoro che un cliente gli aveva commissionato la sera precedente, quando a un certo punto, dopo essere rientrato dall’autolavaggio, sentì un tonfo che richiamò la sua attenzione: “Per uscire dall’autolavaggio mi ero immesso in modo perpendicolare in via Torino – aveva spiegato -. Il muso dell'auto era fuori e la visibilità era buona. Poi ho svoltato a destra. La macchina non era mia”.

Poi, qualche minuto dopo essere rientrato, le urla: “Affacciandomi avevo visto sulla strada la signora – aveva proseguito -. Si lamentava, continuava a dire ‘sto morendo’. Le avevo chiesto che cosa fosse successo e lei mi ha detto che una macchina scura, uscendo dalla strada, l’aveva urtata. Subito non c’era nessuno, c’ero solo io. Sono stato io a chiamare soccorsi”. A confermarlo, anche alcuni testimoni.

Secondo la Procura era invece stato l’imputato, a bordo di quell’auto, a investire la donna. Da qui la richiesta di condanna a 9 mesi di reclusione subordinati al pagamento della provvisionale.  “Io stavo guidando l'automobile di un mio cliente, rergolarmente assicurato - aveva affermato l’accusato -. Una quindicina di giorni prima del fatto, verso aprile, il cliente mi aveva scritto un messaggio dicendomi che voleva portare l’auto dal carrozziere perché danneggiata e che quindi gli serviva lavarla. Mi aveva mandato le foto la sera stessa e mi aveva anche scritto di aver tamponato il veicolo e che avevano fatto la constatazione amichevole Cid". 

Su queste circostanze, l’avvocato Federica Beltramo aveva prodotto gli screenshot delle conversazioni e della constatazione compilata. Ed è stato questo, uno degli argomenti chiave, che ha portato all’assoluzione del ragazzo: “Oltre a non essere stati prodotti i filmati della videocamere i segni sulla Golf non provano nulla – ha sostenuto la legale –. Perché lo stesso proprietario dell’auto, sentito in udienza, aveva testimoniato di aver avuto un incidente poche settimane prima”. 

CharB.

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