Con l’inaugurazione del nuovo atrio dell'ex caserma Musso, dopo l’intervento di restauro appena concluso, Saluzzo ha celebrato ieri venerdì 30 gennaio, i 150 anni della nascità di Mario Musso (30 gennaio 1876), al quale era intitolato questo complesso militare di piazza Montebello, ora polo socio-culturale “Il Quartiere”.

Si è inoltre reso omaggio con un convegno dedicato alla sua figura di capitano del 2° Reggimento Alpini dell’Esercito, morto a Stranifer Alm il 17 settembre 1915 e Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, nel corso della Prima guerra mondiale.
L’androne è tornato ad essere un biglietto da visita di buon impatto visivo che restituisce il prestigio artistico e il valore storico dell'immobile e diventa un attraente luogo di accoglienza per la sua nuova fruizione.
Per secoli, ha accolto militari e poi gli Artiglieri da montagna che utilizzarono spazi e cortili fino al 1991, ora riceve i numerosi frequentatori de "Il Quartiere", che ospita associazioni (dagli Alpini agli Scout) la Biblioteca, lo Spazio giovani, il centro incontri, eventi, spazi espositivi, il liceo “Soleri Bertoni”, la Ludoteca, il Centro Famiglie e molte altre realtà.

L'atrio con il suo nuovo manoscritto decorativo, che ha colori e motivi ottocenteschi, restituito dopo "un complesso intervento" che ha richiesto lavori di pulitura e di ricerca, sotto numerose imbiancature insieme a molto studio interpretativo per la restituzione di un assetto unitario, come ha sottolineato Massimiliano Caldera della Soprintendenza, chiude il percorso di abbellimento e ristrutturazione del complesso, realizzato in diverse fasi, iniziato negli anni Duemila, con più amministratori e che ha comportato manutenzioni straordinarie ai locali e ai tetti, oltre alla rifunzionalizzazione di ambienti e cortili. Dallo scorso anno, tutti gli spazi de “Il Quartiere” sono utilizzati.
Della storia della Ex caserma ha evidenziato alcuni passaggi nodali, legati nei secoli all’espansione di Saluzzo, il sindaco Franco Demaria, presente con la vicesindaca Francesca Neberti, la giunta comunale, tecnici e funzionari, insieme al presidente della Fondazione Bertoni Carlo Allemano, e il consigliere regionale Mauro Calderoni, che con questo intervento, ha firmato una delle opere più importanti dei suoi mandati da primo cittadino.

Nutrita la presenza di autorità militari e di penne nere dell’Ana Monviso guidate da Enzo Desco. Il generale Giacomo Verda, in legame con la rifunzionalizzazione della Caserma a polo socio-culturale ha voluto sottolineare l’importanza della formazione culturale, avvenuta in questo luogo: non solo si addestravano militari alla guerra, ma venivano educati alla sensibilità civile e all’essere d’aiuto alle comunità.
Nell’androne è stata restaurata anche la lapide dedicata al capitano Musso, del quale personalità e valore militare sono stati approfonditi nel secondo appuntamento della serata, nella conferenza dello storico Giorgio Ferraris, sindaco di Ormea, con interventi del sindaco Demaria e del presidente dell’Ana “Monviso” Desco, moderati dal giornalista Alberto Gedda.

Curiosità e interesse della platea per gli interventi dei restauratori Sira Bovo, Walter Vacchetta e Serena Ravazzoli seguiti a quello di Caldera, in cui si è parlato della difficoltà di trovare il filo conduttore per la completezza dell'apparato pittorico: un decoro ottocentesco con un'alternanza di colori caldi e freddi, blu, ocra e verde e con l'arricchimento architettonico, fatto da una mano professionale e colta, in grado di inserire insegne, stemmi e scudi di casati o battaglioni.




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